Un albergo mai nato, oggi discarica nella Valle del Fucero (AQ)

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Doveva diventare un complesso residenziale, ma non è mai stato terminato. Così da più di 40 anni un ecomostro deturpa la bellezza verdeggiante della località turistica abruzzese della Piccola Svizzera, situata tra i monti della Marsica sul confine tra i comuni di Tagliacozzo e Cappadocia. La struttura fu edificata abusivamente negli anni ’70, come racconta un articolo de Il Giornale dell’Arte ad opera di più di un costruttore, tra cui un esponente della banda della Magliana, a cui, arrestato, furono sequestrati tutti i beni, tra cui il nascente albergo.

Oggi si tratta di cinque piani di degrado, completamente abbandonati da decenni, discarica a cielo aperto di eternit e altri materiali, teatro di abusi e violenze, oltre che scempio dal punto di vista paesaggistico. La posizione, lontana dalla strada principale, ha favorito, infatti, lo scarico di ogni tipo di materiale e la totale mancanza di recinzioni permette l’accesso a chiunque, a rischio della propria incolumità, vista la possibilità continua di crolli.
L’ecomostro nel 2012 è stato segnalato anche dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) nella sua annuale presentazione dei Luoghi del Cuore, come struttura da abbattere.

Abbattimento che non è ancora stato portato a termine, tanto che lo scorso marzo 2015, è stata la senatrice Stefania Pezzopane, in una nota indirizzata al direttore generale delle Arti e del Paesaggio del Mibact, Francesco Scoppola, al segretario regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici d’Abruzzo, Antonio Gagliardo, al direttore dell’Agenzia nazionale per l’Amministrazione, la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati, al Prefetto dell’Aquila, Francesco Alessi, ai sindaci di Tagliacozzo e Cappadocia, a sollecitarne la demolizione.

Numerosi cittadini e attivisti della zona mi hanno segnalato il caso dell’ecomostro. – ha scritto la senatrice, come riporta Abruzzo 24 ore Tv – Si tratta di una costruzione edificata più di 40 anni fa, in una delle zone paesaggistiche più belle dell’Abruzzo, segnalata anche dal Fai. L’edificio non fu mai completato poichè confiscato dall’Autorità Giudiziaria, tuttavia, quell’enorme colata di cemento è rimasta lì a deturpare lo splendore della valle.

Negli ultimi anni la zona è diventata triste scenario di degrado. La posizione, lontana dalla strada principale, ha favorito lo scarico di ogni tipo di materiale all’interno e all’esterno della costruzione e molti cittadini del luogo mi segnalano che il territorio circostante è divenuto negli anni un’enorme discarica anche di materiale inquinante, come l’eternit.

La direzione regionale dovrebbe aver predisposto un piano per la demolizione dell’ecomostro, inviato agli organi competenti, ma a tutt’oggi – continua la senatrice – non si è ancora provveduto alla demolizione e la costruzione è ancora in piedi. Provvedimento che sollecito le autorità competenti ad adottare in tempi brevi, per porre fine al degrado ambientale e a riqualificare l’area“.

Foto credit: MarsicaLive

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