Salvatore Ferlito

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Salvatore Giovanni Ferlito, 42 anni, vive e lavora a Paternò (Ct) presso lo Studio Macro architettura & design.
Dopo il diploma all’Istituto Statale d’Arte di Catania, ha conseguito la laurea presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria; da subito avvia la libera professione, a Catania, in forma associata con il gruppo E20.3, nell’ambito dell’Interior Design, esperienza che accresce la sua capacità di gestire i materiali e di interfacciarsi con il committente e l’artigiano.
Nel 2004 fonda il gruppo “Macro Architettura & Design”, un confronto aperto tra giovani professionisti produce una ricerca progettuale incentrata sulle relazioni tra uomo e ambiente e sull’identità culturale dei luoghi. La formazione artistica lo porta ad affiancare all’attività di architetto ricerche sui fenomeni socio-ambientali, in particolare sul rapporto uomo-arte-ambiente, e a ideare e realizzare eventi culturali in ambito urbano e rurale: “Artinvicolo” nel 1998 e “Corpi dei luoghi” nel 2001, nel piccolo centro di Castelmola sopra Taormina, iniziative intente ad animare lo spazio urbano con le arti. Nel 2005, proseguendo questo percorso, diviene socio-fondatore dell’Associazione VIVISIMETO, per la quale ancora oggi si occupa degli eventi culturali e dell’ideazione grafica, per la conoscenza dell’ambito fluviale del Simeto.
Nel 2005 è stato segnalato nella prima fase del concorso di progettazione “Piazze Botaniche – recupero di cinque piazze cittadine” del Comune di Catania.

Foto 1 - studio macroad

Che cosa significa vivere questa professione a Paternò? In generale pensi che la Sicilia sia il posto giusto per il lavoro di un giovane architetto come te?
Paternò non è la mia città, ma lo è diventata. Giovani architetti della Sicilia e soprattutto quelli dei piccoli centri fuggono verso le grandi città in cerca di opportunità di lavoro. Restare qui è molto difficile, troppe le resistenze culturali per comprendere l’utilità della nostra professione.
Il mio percorso, é inverso, dalla città mi trasferisco in un paese di provincia, scopro il paesaggio agro-fluviale del Simeto alle pendici dell’Etna, un sistema con caratteri ambientali, paesaggistici, storici, una grande risorsa da cui ripartire. Ogni giorno con enorme fatica, pazienza e coerenza provo ad affermare il mio ruolo, il mio modo di proporre la visione del pensare l’ambiente che mi circonda. Nonostante possa comprendere i tanti professionisti che vanno via dalla Sicilia, non la ritengo una soluzione. L’architetto ha un ruolo sociale importante, non deve rinchiudere la propria azione all’interno di una cerchia elitaria, ma deve far riconoscere il significato del suo ruolo, soprattutto in questo momento storico, deve dialogare e confrontarsi, far emergere la conoscenza, indicare una visione di futuro per la collettività.

Qual è il progetto della tua carriera di cui sei, al momento, più soddisfatto?
Potrei rispondere tutti e nessuno. Non ho un progetto in particolare che mi soddisfa più di altri, posso evidenziare alcuni tratti o dettagli che riutilizzo in una rielaborazione continua, nella ricerca di progetti futuri.

In cosa è differente lo sguardo di un giovane architetto da quello dei suoi maestri?
I maestri li puoi trovare ogni giorno in ogni parte, dipende da dove vuoi rivolgere i tuoi sensi, la differenza la fa sempre chi vuole apprendere.

 

Foto 3 - B&B Voria

Hai un modello a cui fai riferimento? Ci indichi un architetto non più in vita e uno ancora in vita che ti piacciono particolarmente e perché?
Non ho alcun modello precostituito, la ricerca di alcuni grandi maestri del passato è ancora attualissima, mi riconosco in quella architettura che usa un linguaggio essenziale, spoglio da mode o tendenze effimere.

Quanto è importante l’attenzione per la cura dell’ambiente nel tuo lavoro di progettazione?
Costruire è una delle l’attività umane più impattanti nell’ambiente, elevato consumo di risorse in fase di realizzazione, gestione, e dismissione. In un momento di crisi profonda dovuta al depauperamento delle risorse primarie e l’alto livello di inquinamento ambientale, il progetto ha la responsabilità di rispondere ai requisiti di sostenibilità.

E come si sposa l’attenzione per l’ambiente con l’innovazione nei tuoi progetti?
Applicare principi di innovazione e sostenibilità nell’opera di architettura significa anche investimenti economici da parte dei committenti, spesso tali scelte non sono sempre del tutto percorribili, occorrono politiche agevolanti, premialità per incentivare i privati ad adottare nelle proprie costruzioni sistemi innovativi nel rispetto dell’ambiente.

Foto 2 - porta particolare B&B Voria

Quali sono i materiali “tradizionali” che secondo te hanno più potenzialità guardando al futuro dell’architettura, mi riferisco all’ambito del benessere abitativo e della salubrità degli ambienti in genere?
I materiali “primitivi” (legno, pietra, marmi, argilla, terre, etc) continuano a primeggiare, reperiti in loco restituiscono continuità tra l’oggetto e il contesto. Il legno, soprattutto in conseguenza dell’innovazione di questi ultimi anni, risponde efficaciemente alle richieste progettuali per la realizzazione di una costruzione basata sulla sicurezza e l’efficienza energetica. Non per questo ritengo i materiali “primitivi” gli unici da utilizzare, occorre spesso nel linguaggio architettonico dissentire, contrapporsi, contrastare e far risaltare le differenze con altri materiali. Dipende dall’oggetto e dal senso che il progettista vuole far emergere.

In fase di creazione/progettazione per te c’è una dicotomia tra estetica e funzionalità, o le cose camminano di pari passo?
L’espressività va oltre, non ha importanza se delle volte prevale una delle due parti, l’importante è che ci siano entrambe.

Quanto credi sia utile la collaborazione tra progettista e aziende produttrici nell’ambito dell’ottimizzazione dei materiali adatti a realizzare nuove costruzioni o ristrutturazioni di immobili a latitudini “critiche” come quelle siciliane?
Occorre investire sulla ricerca e la formazione per promuovere una produzione di materiali in ambito locale. Il mercato dell’edilizia è costellato da innumerevoli prodotti, occorre saper riconoscere la qualità non solo tecnologica, ma soprattutto le pratiche di produzione nel rispetto dell’ambiente. Affiancarsi ad aziende che promuovono materiali con tali caratteristiche valorizza eticamente il progetto di architettura.

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