
Il 57,2% degli edifici scolastici monitorati non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica e quasi uno su tre necessita di interventi urgenti.
È uno dei dati principali del XXVI Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, che analizza le condizioni di 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
I dati, riferiti al 2025, mostrano alcuni miglioramenti sul fronte delle certificazioni di sicurezza e dell’efficienza energetica. Sul rischio sismico la situazione rimane invece particolarmente critica.
Un obbligo introdotto nel 2003
L’obbligo di verifica sismica per gli edifici di interesse strategico e per quelli che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso, categoria nella quale rientrano anche le scuole, è stato introdotto dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
L’ordinanza stabiliva che le verifiche fossero effettuate dai proprietari degli immobili e indicava come priorità gli edifici situati nelle zone sismiche 1 e 2. Il termine inizialmente previsto fu successivamente prorogato più volte, fino al 31 marzo 2013.
A distanza di oltre vent’anni dall’introduzione dell’obbligo, il rapporto di Legambiente registra ancora una copertura parziale delle verifiche. Il dato varia sensibilmente tra le diverse aree del Paese: nelle Isole il 76,8% degli edifici monitorati risulta privo di verifica, al Nord il 64,9%, al Sud il 42,8% e al Centro il 33,7%.
L’assenza della verifica lascia incompleto il quadro conoscitivo necessario a valutare la risposta dell’edificio alle azioni sismiche e a stabilire, quando necessario, le priorità di intervento.
Gli edifici nelle zone a maggiore pericolosità
Il dato assume un peso particolare nelle aree a maggiore pericolosità sismica.
Tra gli edifici censiti dal rapporto, 401 si trovano in zona sismica 1. Di questi, solo 30 risultano progettati o adeguati alla normativa antisismica, pari al 7,5%.
In zona sismica 2 gli edifici sono invece 2.096, dei quali 458 risultano progettati o adeguati alla normativa antisismica.
I numeri evidenziano la distanza ancora esistente tra la dimensione del patrimonio scolastico esposto al rischio e quella degli edifici per i quali le amministrazioni dichiarano una progettazione o un adeguamento conforme alla normativa antisismica.
Oltre metà degli edifici interessata da manutenzione negli ultimi cinque anni
Negli ultimi cinque anni il 51,7% degli edifici scolastici considerati dall’indagine è stato interessato da interventi di manutenzione straordinaria. Allo stesso tempo, il 31,7% necessita ancora di lavori urgenti.
Le differenze territoriali sono marcate: la quota sale al 45,2% al Sud e al 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro-Nord rimane sotto il 27%.
Qualche miglioramento emerge dalle certificazioni. Gli edifici dotati di certificato di agibilità passano dal 47,2% rilevato l’anno precedente al 53,5%, mentre gli interventi di efficientamento energetico hanno interessato il 19,4% degli edifici, contro il 15,9% della precedente rilevazione.
Resta invece incompleta anche la situazione relativa al collaudo statico, ancora assente in circa la metà degli edifici monitorati.
Un episodio recente nel ragusano
La mattina del 6 ottobre 2026, in una scuola di Vittoria, in provincia di Ragusa, una porzione di soffitto dell’aula informatica ha ceduto durante le lezioni. Si sono staccati frammenti di intonaco e di pignatte, e due studentesse sono rimaste ferite: una è stata medicata in ospedale dopo essere stata colpita al volto, entrambe sono tornate a casa dopo gli accertamenti senza conseguenze gravi.
Il sindaco ha disposto con ordinanza la sospensione delle attività al primo piano dell’edificio, fino a quando una documentazione tecnica non attesterà il ripristino delle condizioni di sicurezza. Il provvedimento parla di «distacco dell’intonaco dall’intradosso del solaio». La Procura di Ragusa ha aperto un fascicolo contro ignoti per accertare le cause del cedimento.
Le prime verifiche tecniche ipotizzano uno sfondellamento, il distacco della porzione inferiore di un solaio in laterocemento. È un fenomeno che può evolvere per anni senza manifestazioni visibili e che richiede controlli mirati sugli intradossi per essere individuato prima del cedimento. Per questo il Comune ha esteso gli accertamenti al solaio e agli intradossi dell’intero edificio, e non alla sola aula interessata.
Nello stesso istituto, nell’aprile 2019, era già caduta un’ampia porzione di intonaco in un’aula della scuola primaria. Intervennero i vigili del fuoco e due aule furono dichiarate inaccessibili. Furono ipotizzate infiltrazioni d’acqua e venne redatta una relazione tecnica su un progetto di interventi sulla copertura. Nel 2020 furono previsti 50mila euro per il controsoffitto della palestra e 46mila euro per le coperture di sala musica e auditorium.
Oltre 9.500 progetti PNRR per l’edilizia scolastica
Il rapporto dedica per la prima volta una sezione allo stato di avanzamento degli investimenti del PNRR per l’edilizia scolastica, elaborando i dati disponibili nel Catalogo Open Data di Italia Domani aggiornati a giugno 2026.
Le cinque misure analizzate, relative a nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense, palestre e sport, asili nido e infanzia, comprendono complessivamente 9.526 progetti, finanziati con 11,65 miliardi di euro di risorse PNRR e con un investimento complessivo di 14,18 miliardi.
Tra gli ambiti più indietro emerge quello delle nuove scuole. Dei 206 interventi censiti, a giugno 2026 ne risultavano conclusi quattro, pari all‘1,9%, mentre il 58,7% era ancora nella fase di esecuzione dei lavori.
Il dato si inserisce in un patrimonio che si rinnova lentamente: gli edifici scolastici costruiti negli ultimi cinque anni rappresentano appena l’1,3% di quelli monitorati.
Le proposte di Legambiente
A partire dai dati raccolti, Legambiente indica cinque interventi rivolti al Governo per migliorare la gestione dell’edilizia e dei servizi scolastici.
Sul fronte della sicurezza degli edifici, il rapporto richiama in particolare la necessità di completare l’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, garantire risorse stabili per le verifiche di vulnerabilità sismica con priorità alle zone 1 e 2 e sostituire i finanziamenti prevalentemente straordinari con una programmazione pluriennale della manutenzione.
I dati completi del rapporto, con le schede per area geografica e l’elenco integrale delle proposte, sono disponibili sul sito di Legambiente.
Fonti:
Infobuild, “Ecosistema scuola: edifici vecchi e poco sicuri”.






