Bonus Facciate legato ai lavori di coibentazione?

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Bonus Facciate coibentazione

Bonus Facciate sì, ma a condizione che i lavori riguardino anche la coibentazione. È questa la proposta che avanzano il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali (Leu), e che potrebbe dare dei nuovi connotati alla nuova detrazione fiscale in arrivo nel 2020.

Mentre il Ddl Bilancio è in Senato per il suo iter parlamentare, arriva la proposta che, per ottenerlo, sia richiesta l’asseverazione di un tecnico abilitato dalla quale emerga che, contestualmente all’intervento, siano stati effettuati i lavori di coibentazione necessari per accedere all’Ecobonus.

L’idea di Movimento 5 Stelle e Leu arriva dopo le modifiche già annunciate dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.

Le preoccupazioni espresse dal Ministro, sono condivise anche dall’Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico (ANIT), che ha, infatti, denunciato che il Bonus Facciate potrebbe pregiudicare le politiche per la sostenibilità ambientale e la riqualificazione energetica, bloccando i lavori in partenza anziché stimolarne di nuovi, con ripercussioni negative per le imprese del settore edile.

Gli stessi timori sul rischio di blocco del settore sono stati espressi da Rete Irene, che ha anche ipotizzato scenari di pagamenti posticipati al 2020 per poter beneficiare della maggiore detrazione.

Finco ha invece chiesto subito i dettagli della misura, considerata ricca di potenziale per il settore se armonizzata con i bonus per l’efficienza energetica e l’antisismica.

Dopo l’annuncio del bonus facciate, Legambiente ha chiesto che fosse limitato agli edifici vincolati. Nei giorni scorsi è anche circolata l’ipotesi di circoscrivere la detrazione ai centri storici, ma questa possibilità sembra superata.

Fino a quando la norma non sarà scritta nero su bianco, si aprono una serie di scenari possibili. Il Bonus Facciate potrebbe diventare una sorta di maxi-detrazione riconosciuta agli interventi di efficientamento energetico abbinati a manutenzioni ordinarie, come ad esempio la semplice tinteggiatura degli esterni.

Un meccanismo analogo esiste per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo all’efficientamento energetico, ma anche alla riduzione del rischio sismico, che possono ottenere una detrazione fino all’85%.

Il Bonus Facciate potrebbe quindi essere abbinato agli interventi di riqualificazione energetica che agiscono sull’involucro, ad esempio il rifacimento del cappotto o altri lavori che, migliorando l’isolamento, contribuiscono a ridurre i consumi energetici.

Per capire come si deciderà di strutturarlo bisognerà necessariamente ora attendere l’esito dell’esame degli emendamenti.

Foto credit: Tommaso Da Ros

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