Bonus Facciate: solo per centri storici e zone già edificate?

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Bonus Facciate zona A e B

Si sta cercando in questi giorni una soluzione che possa coordinare il Bonus Facciate con le altre detrazioni fiscali sulla casa. Un emendamento presentato dai relatori propone da una parte di estendere la detrazione a professionisti, imprese e autonomi, ma con aliquota al 50%, dall’altra di circoscrivere l’agevolazione agli edifici situati nelle zone A e B e specificare su quali parti dell’edificio devono essere realizzati i lavori.

Nello specifico l’emendamento prevede che le spese sostenute nel 2020 per interventi di recupero e restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A (centri storici) e zona B (totalmente o parzialmente edificate), abbiano diritto ad una detrazione dall’imposta lorda pari al 90%. Tra gli interventi agevolati anche la sola pittura o tinteggiatura esterna.

Sembra quindi confermato che non sia previsto al momento alcun tetto di spesa.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Se i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardano interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti previsti dal DM 26 giugno 2015 e, per quanto riguarda la trasmittanza termica, i requisiti della tabella 2del DM 26 gennaio 2010.

Saranno in questo caso soggetti ai controlli dell’Enea per la misurazione del risparmio energetico ottenuto, ai sensi dell’articolo 14, commi 3-bis e 3-ter del DL 63/2013.

Per non creare sovrapposizioni con l’Ecobonus, l’emendamento specifica che saranno ammessi al Bonus Facciate solo gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Inoltre l’emendamento prevede che il Bonus Facciate sia riconosciuto anche ai soggetti titolari di reddito d’impresa e ai titolari di reddito di lavoro autonomo, ma in questo caso con una percentuale ridotta al 50%. Rientrerebbero quindi anche alberghi e altri immobili produttivi.

Potrebbe essere una soluzione intermedia tra la versione ipotizzata inizialmente, che escludeva completamente professionisti ed imprese e la proposta di estendere la detrazione al 90% a tutti gli edifici produttivi e commerciali.

Foto credit: Free-Photos

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