Plasmare la luce: Casa Santa Maria di Studio GUM

302
Interni di Casa Santa Maria
Credit foto: Studio GUM

Un intimo racconto architettonico tra volte ottocentesche e panorami mozzafiato.

Sin dalla sua fondazione nel 2009, la mission di Studio GUM è quella di restaurare l’architettura tipica siciliana e di preservarne la specificità contro la cementificazione massiccia, operando specialmente nel recupero di casolari di campagna, palazzi storici o appartamenti nei centri urbani.

Il florido patrimonio storico della Sicilia permette così a Valentina Giampiccolo e Giuseppe Minaldi di affrontare sempre nuove sfide, come quella iniziata nel 2012 per il restauro e la rifunzionalizzazione di Casa Santa Maria a Ragusa Ibla.

Un po’ come Sikelia Suites dello studio Morana+Rao, il B&B Casa Santa Maria si inserisce all’interno di una precedente struttura dell’Ottocento e sorge nel centro storico di Ragusa Ibla, in cima ai 340 scalini che collegano il cuore antico della città al quartiere di Ragusa superiore.

La posizione privilegiata consente agli ospiti di godere di una vista unica sul barocco di Ragusa Ibla e sui Monti Iblei. Casa Santa Maria, infatti, ha una conformazione longitudinale che piega verso sud-est e ciò consente agli ambienti interni, che si affacciano su questo lato, di ricevere anche la diretta luce del sole.

Una matrioska architettonica

L’edificio originale è frutto di molteplici frazionamenti e sovrapposizioni che impediscono dall’esterno di leggerlo come un corpo di fabbrica unitario. Anche per questo, infatti, l’esigenza principale di Giampiccolo e Minaldi è stata quella di far entrare quanta più luce naturale possibile.

Le finestre, troppo piccole, non permettevano infatti un’adeguata illuminazione degli ambienti ed è stato necessario collegare in verticale i diversi livelli per creare un canale luminoso dal piano terra fino al terrazzo.

Casa Santa Maria, infatti, si articola su tre piani suddivisi tra un’abitazione privata e le eleganti camere del Bed&Breakfast, e dal momento che si trova su un terreno in ripido declivio, si incastra nella roccia al primo livello e tra le costruzioni attigue negli altri due. Ciò fa sì che sia possibile accedere alla struttura da due ingressi posti a quote differenti: uno sulla scalinata sul fronte sud, l’altro su una piccola strada pedonale sul fronte a est.

Una camera del B&B Casa Santa Maria
Credit foto: archilovers

La preoccupazione principale di Studio GUM è stata quella di mantenere la patina del tempo e tutte le irregolarità che caratterizzano già l’edificio di Casa Santa Maria. Tuttavia, seppure strettamente conservativo, l’intervento ha previsto la demolizione di due solai e l’inserimento di una seconda rampa di accesso alla terrazza, così da donare maggiore centralità all’edificio e risolvere i problemi funzionali, distributivi e di comfort.

L’operazione di rimozione, infatti, ha fatto spazio ad una rampa in ferro e lamiera microforata e ad un’altra struttura metallica, fissata ai due solai intermedi, che rafforza la nuova scala e agisce come una sorta di lente luminosa che convoglia la luce fino al pianterreno.

Qui i due bassi aggrottati sono stati ripuliti e riportati alla condizione originaria per metterne in risalto l’aspetto quasi primitivo, come di stanze scavate nella roccia. L’unico volume puro all’interno di questo avvolgente vuoto è quello del bagno, realizzato in legno.

La carta da parati che riveste le nuove quinte è stata disegnata su misura per personalizzare ogni ambiente, anche quelli al piano superiore, così da rendere unico il racconto di Casa Santa Maria anche attraverso le immagini di preziosi giardini siciliani.

NESSUN COMMENTO

SCRIVI UNA RISPOSTA