Codice Appalti: si è conclusa la fase delle consultazioni

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Si è conclusa la fase delle consultazioni sul regolamento attuativo del Codice Appalti. Adesso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) inizia a tirare le somme dei contributi ricevuti, anche se il cambio di Governo potrebbe rallentare la fase attuativa.

La consultazione era stata avviata dal Ministero lo scorso luglio con lo scopo di “garantire la massima partecipazione di tutti gli attori interessati, ognuno con le sue specificità (istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore), e dar vita ad una scelta il più possibile condivisa nell’ambito delle sue policy”.

Adesso sarà il momento della stesura del nuovo documento che, secondo quanto prevede il decreto “Sblocca cantieri”, sostituirà il sistema di soft law lanciato nel 2016.

I tempi dovrebbero essere stretti per dare certezza alla normativa sui contratti pubblici, ma il cambiamento ai vertici del Ministero, dato dal nuovo Governo, potrebbe rallentare tutto.

La materia dei contratti pubblici sarà riscritta in profondità dalla legge delega per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l’integrazione della normativa in materia di contratti pubblici. Il disegno di legge è fermo in Senato dallo scorso aprile e si può ipotizzare che ci resterà ancora per un po’, proprio a causa degli stravolgimenti interni al Governo e alla maggioranza e delle priorità del nuovo esecutivo, che dovrà concentrarsi sulla manovra di bilancio e sui provvedimenti di fine anno.

I contributi arrivati durante la fase delle consultazioni sono stati circa 600: il 48,42% da parte di operatori del settore, il 38,64% da parte di associazioni di categoria e il 12,94% da parte di istituzioni.

Il tema che ha ricevuto più contributi è quello relativo alla nomina, al ruolo e ai compiti del responsabile del procedimento.

Il regolamento regolerà, infatti, una serie di temi: nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento; progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto; sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali; procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie; direzione dei lavori e dell’esecuzione; esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali; collaudo e verifica di conformità; affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici; lavori riguardanti i beni culturali.

Dal 2016 ad oggi, queste materie sono state regolate dalle linee guida dell’Anac e da altri decreti Ministeriali monotematici, che secondo gli addetti ai lavori non hanno sortito gli effetti di semplificazione voluti, aggravando, al contrario, l’incertezza e l’instabilità del quadro normativo.

Secondo quanto previsto dallo Sblocca Cantieri, i termini per l’adozione del regolamento unico sono abbastanza stretti, anche se si possono avanzare due ipotesi. Il decreto legge fissa la scadenza in 180 giorni dalla sua entrata in vigore. La legge di conversione ha lasciato inalterata questa formulazione senza specificare, come accade normalmente, se il termine è di 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge. Potrebbe trattarsi di una dimenticanza, date le numerose modifiche cui è stata sottoposta la norma, o della volontà di accelerare i tempi. Nel primo caso il regolamento dovrebbe essere adottato entro il 16 dicembre 2019. Nel secondo, la deadline sarebbe estremamente vicina e cadrebbe il 16 ottobre 2019.

Foto credit: InstagramFOTOGRAFIN

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