Direttiva Case Green: cosa prevede l’accordo

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Obiettivi intermedi di miglioramento energetico per gli immobili esistenti, nuovi edifici a emissioni zero a partire dal 2030, divieto delle caldaie a gas dal 2040 e un parco immobiliare climaticamente neutro entro il 2050.

Lo scorso 7 dicembre, il Parlamento e il Consiglio europei hanno raggiunto un accordo sulla direttiva Case Green, più propriamente “Energy Performance of Building Directive”.

La direttiva era stata inizialmente proposta con l’obiettivo di alzare gli standard energetici del parco immobiliare dell’Unione, riducendo l’impatto del consumo energetico degli edifici, responsabili di circa il 36% delle emissioni di CO2 in Europa. L’accordo raggiunto rappresenta un punto d’incontro tra la prima versione della direttiva e le posizioni contrarie di alcuni Paesi – tra cui l’Italia –  e indica un percorso comune per raggiungere un parco edifici neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050

L’idea di utilizzare classi energetiche armonizzate è stata accantonata a favore dell’adozione di medie di riferimento, lasciando a ciascuno Stato membro il compito di definirle in base al proprio patrimonio edilizio, al sistema nazionale di classi energetiche e al proprio piano di ristrutturazione.

Obiettivi e scadenze della Direttiva Green

Scopo principale della Direttiva Green è ridurre i consumi energetici degli edifici (tutti gli edifici, con qualche eccezione) per arrivare ad un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. Secondo l’accordo raggiunto, oltre la metà (il 55%) della riduzione energetica dovrà essere ottenuta attraverso la ristrutturazione degli edifici con le performance peggiori. 

Ai singoli Stati membri è lasciata la libertà di definire i propri obiettivi intermedi e la propria tabella di marcia, di decidere quali edifici ristrutturare e con quali tempistiche, tenendo conto di queste distinzioni:

  • i nuovi edifici residenziali dovranno essere costruiti a zero emissioni dal 2030;
  • gli edifici residenziali esistenti dovranno ridurre il consumo medio di energia del 16% entro il 2030, del 20/22% entro il 2035;
  • i nuovi edifici pubblici dovranno essere costruiti a zero emissioni dal 2028;
  • gli edifici non residenziali esistenti dovranno ridurre il consumo medio di energia del 16% entro il 2030, del 26% entro il 2033.

Sono stati quindi eliminati gli obblighi legati alle classi energetiche, che prevedevano di raggiungere determinate classi entro scadenze più rigide.

Stop alle caldaie a gas dal 2040

La Direttiva Case Green prevede delle misure per ridurre i combustibili fossili dai sistemi di riscaldamento e dal raffreddamento.

Nello specifico, è stabilito che le caldaie a combustibili fossili dovranno essere gradualmente eliminate entro il 2040. Già a partire dal 2025, gli Stati non potranno più concedere incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili; saranno invece sovvenzionabili i sistemi di riscaldamento ibridi, per esempio quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore.

Queste misure non riguardano chi ha già una caldaia a gas in casa, ma solo chi dovrà installare un nuovo sistema di riscaldamento.

L’accordo sui pannelli solari

È stato raggiunto un accordo anche sul punto dei pannelli solari. L’obbligo riguarderà soltanto gli edifici di nuova costruzione, gli edifici pubblici e quelli non residenziali di grandi dimensioni, che dovranno installare i pannelli solari entro il 2030, se l’intervento risulta tecnicamente ed economicamente fattibile. Restano esclusi gli edifici residenziali già esistenti.

Più flessibilità per gli Stati membri

L’accordo raggiunto lo scorso 7 dicembre ha concesso una maggiore flessibilità agli Stati membri, fondamentale per bilanciare gli obiettivi ambientali della Direttiva con le realtà economiche e infrastrutturali di ciascuna nazione

Per raggiungere l’obiettivo “emissioni zero al 2050” ogni singolo Stato dovrà prevedere dei piani nazionali di ristrutturazione edilizia e degli incentivi finanziari per l’installazione di sistemi di riscaldamento più sostenibili.
I singoli Paesi potranno decidere se escludere dalle norme della Direttiva Green gli edifici storici e quelli vincolati e protetti, gli edifici a uso agricolo o militare, gli edifici temporanei, le case utilizzate solo per le vacanze, le chiese e i luoghi di culto.

L’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio per diventare legge. La commissione Industria, Ricerca ed Energia voterà il testo il 23 gennaio 2024.

Fonti: Ingenioweb.it, Edilportale.it, Teknoring.com

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