Fascicolo del fabbricato obbligatorio, la proposta di sindacati e associazioni professionali

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Istituire con urgenza un Fascicolo del fabbricato obbligatorio e introdurre l’obbligo di manutenzioni programmate e la digitalizzazione dei documenti attinenti da mettere a disposizione dei professionisti abilitati. È questa la proposta che arriva da Fillea CGIL (Federazione italiana lavoratori legno ed affini) e dalle Associazioni Professionali (Federperiti Industriali aderente a Confedertecnica, Ana e Cia Archeologi, Geomobilitati, Federazione Nazionale Geometri/Geometri Laureati e Istituto Nazionale di Architettura).

“In uno scenario dove l’81% dei comuni italiani è in aree ad alta criticità idrogeologica e quasi il 67% della popolazione risiede in zone a rischio sismico, oltre l’80% degli edifici pubblici è risalente a prima dell’introduzione delle norme tecniche del 2000 ed il 56% a prima degli anni ’70” ha ricordato Ermira Behri, segretaria nazionale degli edili Cgil, nel corso di un Convegno Nazionale tenuto a Napoli lo scorso 20 settembre, come pubblica lo stesso sindacato in un comunicatosi stima che oltre 100 mila siano gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nelle grandi città; oltre 400 mila gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nel resto del territorio nazionale e sono circa 800 mila gli edifici con più di 40 anni di vita. A questi andrebbero aggiunti gli edifici caratterizzati da degrado per ragioni costruttive (boom edilizio anni ‘60 e ‘70, edifici abusivi multipiano, costruzioni concepite in funzione della speculazione edilizia a discapito della qualità dei materiali) per altri 2 milioni circa di unità abitative. Non sono quindi più a rischio solo gli edifici storici ma anche quelli contemporanei, che invecchiano molto prima.”

Per questo quella dell’introduzione del Fascicolo del fabbricato obbligatorio è una priorità assoluta. Una volta a regime il Fascicolo di Fabbricato dovrebbe contenere la condizione sismica e strutturale dell’edificio e dell’unità abitativa secondo una classificazione omogenea a livello nazionale, la classe energetica ovvero impianti e consumi, la classe dell’esposizione al rumore.

Il fascicolo dovrà essere a costi contenuti, o addirittura nulli, per il cittadino, al netto di adeguati oneri per i professionisti che lo realizzeranno e per l’archiviazione amministrativa. Le eventuali spese per la certificazione sismica potrebbero essere agevolate fiscalmente, equiparandole a tutte le altre spese fiscalmente agevolate.
A redigerlo, appunto, professionisti qualificati con competenze specifiche attraverso procedure peculiari.

In più sindacati e associazioni puntano all’introduzione dell’obbligo delle manutenzioni programmate e di adeguamento ordinario ogni 20 anni, così come già previsto in altri Paesi europei.

Per velocizzare il processo la proposta prevede la completa digitalizzazione degli archivi dei catastali, da mettere a disposizione dei professionisti abilitati, e la condivisione in rete delle certificazioni energetiche già diffuse. Una versione elettronica del fascicolo sempre trasmissibile telematicamente.

In Italia si discute della necessità del Fascicolo del fabbricato addirittura dal secolo scorso, quando a Roma crollò la palazzina di Vigna jacobini, facendo 38 vittime, e da allora se ne riparla ogni volta che crolla un edificio sotto i colpi di un terremoto, di un fiume di acqua e fango o di altri eventi traumatici, ma resta a tutt’oggi ancora un miraggio. L’ultimo disegno di legge, “Misure in materia di tutela del territorio e disposizioni volte ad istituire il fascicolo del fabbricato”, è in discussione alle Commissioni del Senato da giugno. Ecco, ad oggi, cosa prevede.

 

Foto credit: Franco Dal Molin 

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