La riscoperta delle case in terra cruda

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Accanto alla ricerca di materiali innovativi per ottenere sempre più alti standard energetici nel rispetto assoluto dell’ambiente naturale, si sta sviluppando negli ultimi anni un altro filone di sperimentazione nel campo dell’edilizia: quello che si muove in direzione di una rivalorizzazione di tecniche costruttive tradizionali. Tra queste la terra cruda: materiale 100% ecocompatibile, tra i più usati al mondo. La stima è che la metà della popolazione mondiale, circa tre miliardi e mezzo di persone, vive o lavora in edifici costruiti in terra cruda. La manipolazione necessaria per il suo utilizzo è minima e al momento di un’ ipotetica demolizione dell’edificio, lo smaltimento del materiale è il più naturale possibile, tornando la terra alla sua stessa origine.

casa cob

Il “Cob” per esempio, è un metodo di costruzione antichissimo, totalmente eco-sostenibile. Consiste in un miscuglio di sabbia, argilla e paglia, facile da plasmare e resistente nel tempo, donando fresco d’estate e tepore in inverno. Naturalmente come ogni materiale, il suo utilizzo ha dei limiti: non è adatto ai climi freddi o alle zone con radiazione solare scarsa.

La sua lavorazione, che non conosce spigoli e linee rette, è già stata utilizzata nella costruzione di aeroporti, musei, fabbriche ed edifici religiosi, e non solo esclusivamente per le abitazioni delle popolazioni più povere del mondo come si potrebbe pensare.

interno

 

Le ricerche più avanzate sono volte al miglioramento delle sue prestazioni di resistenza per renderlo più competitivo nel mercato dei materiali edili in cui già pesa in maniera considerevole il vantaggio della sua economicità, essendo facile da reperire e non necessitando di lavorazioni elaborate, né di essere trasportato.
Esempi eccellenti della sperimentazione nell’utilizzo di questi materiali poveri sono stati portati in mostra alla fine dello scorso anno a Parigi in Ma terre première pour construire demain, un laboratorio di ricerca della Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Grenoble presso la Cité des Sciences e de l’Industrie.

Anche in Italia si assiste ad una riscoperta di queste antiche tecniche di costruzione: in Abruzzo esiste dal 1993 il Ced, centro di documentazione permanente sulle case in terra cruda, che accanto alla ricerca opera nel territorio abruzzese un lavoro di censimento allo scopo di tutelare un importante patrimonio del territorio e creare al contempo una rete di sviluppo puntando sui materiali locali e sull’integrazione della tradizione con le nuove conoscenze.

 

Foto credits in ordine di apparizione: Selva Manfredini (copertina), Gerry Thomasen, Selva Manfredini.

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