Riapertura cantieri: “shock economico per le infrastrutture” e semplificazione delle procedure

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L’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del 21 maggio 2020 preannuncia un grosso pacchetto di semplificazioni per rilanciare i Superbonus.

Per affrontare questa fase di emergenza è necessario uno “shock economico soprattutto per le infrastrutture“. Giuseppe Conte nel suo intervento alle Camere preannuncia una serie di deroghe, che dovrebbero garantire procedure più snelle mantenendo alto il livello dei controlli.

Il Governo, infatti, si appresta a varare un pacchetto di semplificazioni che impatterà sul Codice Appalti e sul sistema delle autorizzazioni. Queste le linee guida emerse durante gli interventi di alcuni esponenti dell’Esecutivo.

Riapertura cantieri: un nuovo decreto legge in arrivo

Il Governo, dunque, sta lavorando ad un decreto che riporterà un elenco di opere strategiche di medie e grandi dimensioni, per le quali sarà possibile applicare deroghe rispetto al normale iter burocratico. Un intervento che toccherà sia gli aspetti di approvazione e messa in gara che quelli di realizzazione delle opere.

Un sistema che ha come obiettivo “la semplificazione della macchina burocratica, un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche.

Conte ha però assicurato che non farà venir meno i controlli e la trasparenza.

La rivoluzione culturale della Pubblica Amministrazione per sbloccare le infrastrutture pubbliche

Una vera “rivoluzione culturale“, prospetta Conte, affermando che, seppur nel rigore e nella trasparenza, i funzionari pubblici saranno incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare.

In questo senso bisognerà agire “potenziando le strutture tecniche delle amministrazioni, la loro capacità progettuale, riducendo gli adempimenti, ma migliorando i servizi al cittadino, rafforzando la cultura dei dati, della digitalizzazione dei processi“.

Durante il suo suo intervento, Conte ha spiegato anche le potenzialità dei nuovi superbonus 110%. Pensati, in questo caso, per mettere in moto i cantieri privati. Ed è per questo che il Presidente del Consiglio, per spingerne il potenziale, ha invitato il sistema bancario “a fare di più, ad erogare prestiti coperti dalla garanzia pubblica, ad assicurare liquidità in tempi più rapidi“.

“Senza semplificazioni il superbonus non può esprimersi”

Secondo la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, la semplificazione del Codice Appalti, da sola non è in grado di far ripartire i cantieri.

Affermazioni riportate da diverse testate e riconducibili a una diretta Facebook, organizzata dalla dall’associazione “Merita Meridione Italia”

Secondo la Ministra De Micheli perché la ripartenza avvenga, nel minore tempo possibile sarebbe necessaria la riforma del testo unico dell’edilizia e delle norme urbanistiche.

Senza un intervento del genere, ha spiegato, “nessuna norma come ecobonus e sismabonus potrà esprimere i propri effetti”, senza contare cge mancano i progetti delle opere pubbliche.

Per fare un esempio pratico: la scadenza dei superbonus al 110% è stata fissata al 31 dicembre 2021, ma che per ottenere un permesso di costruire per una demolizione e ricostruzione sono necessari 2 anni.

Bisogna dunque migliorare la qualità e le competenze delle Pubbliche Amministrazioni. Anche perché, al momento, ci sono casi di Amministrazioni in cui, nonostante l’alto numero di dipendenti, è necessario bandire gare per affidare la progettazione all’esterno, dal momento che non possiedono le competenze all’interno.

Codice Appalti, quali modifiche interverranno?

Se c’è bisogno di commissari vuol dire che la norma ha fallito” mentre sono necessarie poche regole chiare. È quanto ha affermato Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), intervenendo all’incontro organizzato da “Merita Meridione Italia”.

Alla luce delle anticipazioni uscite nei giorni scorsi, emerge che le modifiche permanenti o le deroghe temporanee previste, quando arriveranno, potrebbero rendere già vecchio il regolamento attuativo del Codice Appalti.

La nuova bozza diffusa nei giorni scorsi, infatti, contiene una serie di novità, come l’inserimento delle norme che disciplinano l’utilizzo del BIM, nel rispetto del DM 560/2017.

L’appalto integrato, per esempio, secondo la bozza del regolamento, sarà consentito solo per project financing, contratti di disponibilità, leasing immobiliare, urbanizzazioni e calamità naturali.

Su questo tema, per esempio, le imprese hanno chiesto sempre maggiore liberalizzazione, scontrandosi con quanti invece sostengono che sarebbe un rischio per la qualità della progettazione.

La nuova bozza conferma anche il principio di rotazione, ma fa salire da 1000 a 5mila euro la soglia al di sotto della quale sono previste deroghe al divieto di invito al contraente uscente.

Credit Foto: Edilportale

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