Ristrutturazioni: il Governo pensa ad obblighi di efficienza energetica

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Le ristrutturazioni edilizie potrebbero essere vincolate ad alcuni obblighi di efficientamento energetico.

La proposta è contenuta nel Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), che il Ministero dello Sviluppo Economico ha inviato alla Commissione europea. Il piano contiene i principali obiettivi, fino al 2030, in relazione a: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività.

L’obiettivo è quello di ottimizzare il rapporto tra costi e benefici delle azioni di efficienza energetica, nello specifico per il settore edile. Tra le possibili misure indicate c’è, a tal proposito, la riqualificazione energetica insieme alla ristrutturazione edile, sismica, impiantistica ed estetica di edifici e quartieri, in coerenza con la strategia di riqualificazione del parco immobiliare al 2050. Strategia sulla quale di recente Legambiente ha anche fatto una propria proposta.

Il Governo valuterà, come si legge nel documeno, “la possibilità di introdurre degli obblighi di efficientamento energetico in occasione delle ristrutturazioni, laddove giustificato in termini di rapporto tra costi e benefici e nonché l’introduzione di nuovi limiti sull’utilizzo degli impianti di raffrescamento”.

Il Piano prevede anche:
– il rafforzamento di standard minimi e normative;
l’introduzione di misure per migliorare la qualità degli attestati di prestazione energetica (APE), nonché di modalità per favorire l’acquisto di abitazioni in alta classe energetica;
la promozione dell’adozione di tecnologie di demand-response, sistemi di ICT e domotica che consentano il monitoraggio e il controllo della performance degli edifici;
il rafforzamento delle verifiche sul rispetto di normative e standard;
il miglioramento dell’integrazione tra le regole per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili negli edifici.

Lo strumento per l’incentivazione delle ristrutturazioni e per favorire l’incremento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica sarà, ancora una volta, quello delle detrazioni fiscali.

A fianco delle detrazioni fiscali il Piano prevede misure economiche e regolatorie per favorire le Fonti energetiche rinnovabili (FER), come ad esempio:
– esenzione oneri autoconsumo per piccoli impianti;
– incentivazione dei grandi impianti a fonte rinnovabile mediante procedure competitive per le tecnologie più mature;
– aggregazione di piccoli impianti per l’accesso all’incentivazione;
– semplificazione di autorizzazioni e procedure per il revamping/repowering di impianti esistenti;
– semplificazione delle autorizzazioni per autoconsumatori e comunità a energia rinnovabile;
– revisione della normativa per l’assegnazione delle concessioni idroelettriche.

Si punterà sull’autoconsumo, con misure che prevedano l’applicazione delle parti variabili degli oneri di rete e di sistema sulla sola energia prelevata dalla rete pubblica e non anche su quella autoprodotta e autoconsumata; e sull’evoluzione del meccanismo dello scambio sul posto, a favore di un premio riconosciuto agli impianti, anche in esercizio, che si dotano di sistemi di accumulo che incrementino la quota di energia autoconsumata e, eventualmente, che forniscano servizi per la sicurezza del sistema elettrico sulla rete di media e bassa tensione.

Tra le altre azioni volte al miglioramento della disciplina riguardante le FER elettriche e termiche, anche l’estensione e perfezionamento dell’obbligo di integrazione delle rinnovabili negli edifici esistenti e in quelli nuovi; incentivi per la promozione delle rinnovabili elettriche e termiche nelle isole minori; certificati Bianchi e Conto Termico.

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