Seconda parte del Piano Periferie bloccata dal governo

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Stop di due anni al piano per la riqualificazione delle periferie approvata dai governi Renzi e Gentiloni.

Il piano di riqualificazione delle periferie, promosso tra gli altri anche da un tecnico integerrimo come Renzo Piano, era nato con l’obiettivo di migliorare e rivalutare le aree più decentrate dei grandi centri urbani.

Il grande architetto genovese, nello specifico, si era speso per spingere un grande piano di riqualificazione delle periferie. L’idea era stata accolta con interesse e favore sia dai cittadini che dalle imprese.

Ma ora il governo ha deciso di bloccare la seconda tranche del Piano che era stata approvata dai precedenti governi Renzi e Gentiloni.

I piani per la riqualificazione delle aree periferiche sono stati già finanziati per 2,1 miliardi dallo Stato, con ricadute calcolate in 3,9 miliardi grazie ai co-finanziamenti.

Le prime 24 convenzioni tra la presidenza del Consiglio e i Comuni capoluogo sono state firmate lo scorso 6 marzo.

L’idea, però, non piace al nuovo esecutivo, che ha deciso uno stop di due anni per la seconda tranche di 96 convenzioni.

Non è un affare da poco, visto questa seconda parte del piano è finanziata per 1,5 miliardi, più altri 1,4 di finanziamenti (tra enti locali e privati). 

La decisione di bloccare tutto non è stata esplicitata con comunicati ad hoc: è tutto passato sotto silenzio, con un  emendamento. Si tratta dell’emendamento 13.2 (testo 2) al Decreto milleproroghe (DL 91/2018), approvato all’unanimità dal Senato nella seduta dello scorso 6 agosto

La norma approvata stabilisce che i Comuni debbano «rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti». Tra due anni. Una mossa che alcuni interpretano con la necessità di reperire fondi per finanziare flat-tax e reddito di cittadinanza da inserire nella prossima legge di Stabilità.

Dalle pagine del Sole 24 Ore il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti afferma: “Se questo è il cambiamento l’Italia è proprio messa male. Dicono di stare dalla parte delle persone, ma oggi il governo di Lega e Cinque Stelle cancella 2 miliardi di euro di investimenti per le periferie italiane, 40 milioni solo per Roma e provincia. Non resteremo in silenzio ad assistere a questa vergogna!”

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