
Si è svolta nella Sala Nervi dell’ex Banca d’Italia a Cosenza la cerimonia calabrese dei Premi IN/ARCHITETTURA 2026, con 49 opere candidate nelle due categorie del premio.
Dopo aver raccontato la selezione siciliana dei Premi IN/ARCHITETTURA 2026, ci spostiamo quindi in Calabria. Tra i progetti riconosciuti dalla giuria emerge una costante: quasi tutti lavorano su qualcosa che già esiste. Borghi abbandonati, manufatti rurali, torri cinquecentesche, piazze ridotte a parcheggio e perfino un edificio mai completato. Un tema che avevamo affrontato anche nel nostro articolo sul recupero delle dimore storiche, partendo dai circa sette milioni di edifici inutilizzati presenti in Italia.
Il borgo di Precacore restituito alla comunità
Tra i premi per la riqualificazione edilizia, il progetto per il Borgo Antico di Precacore a Samo, in provincia di Reggio Calabria, è stato candidato direttamente dalla giuria regionale. Committente il Comune di Samo, progettisti Michelangelo Pugliese, Natalina Carrà, Pasquale Lucà, Alessio Castellino, Lucia Spanò e Giovanni Cuscunà, impresa esecutrice ROGU Costruzioni.
La motivazione della giuria riguarda la capacità di restituire il borgo abbandonato alla comunità senza ricomporne artificialmente l’immagine. Rovine, erosioni e dislivelli sono assunti come parti di un palinsesto, mentre percorsi, parapetti e sistemazioni minerali rendono leggibili le antiche geometrie e nuovamente accessibili gli spazi. La misura degli innesti contemporanei preserva il rapporto tra architettura e paesaggio.
La scelta progettuale si allontana sia dalla ricostruzione filologica sia da una semplice musealizzazione delle rovine, lasciando il borgo riconoscibile per quello che è diventato nel tempo, mentre l’intervento ne recupera l’accessibilità senza cancellarne le trasformazioni.
Gli altri interventi di riqualificazione
A Vibo Valentia è stata premiata la rigenerazione di Piazza Martiri d’Ungheria, progetto di Raffaele Sarubbo, Sara Maduro e Luca Covello per il Comune, realizzato da Cooper.Po.Ro.Edile e Pellizzari Building. La giuria ha riconosciuto la capacità di restituire centralità civile a uno spazio ridotto a parcheggio, con una trama in pietra lavica che costruisce un suolo unitario e un’area centrale allagabile alimentata dal recupero delle acque meteoriche.
Tra le menzioni, il recupero di un manufatto rurale in località Chiesuola a Briatico, firmato da Gerolamo Pungitore per il committente Iconio Bagnato con l’impresa Edil Callisto. Sagoma, copertura in coppi e consistenza muraria sono state preservate e reinterpretate attraverso aperture nette e innesti contemporanei misurati.
La seconda menzione è andata a Torre del Cupo a Corigliano Calabro, progetto di Luigi Sammarro e Maria Brunetti realizzato dall’impresa Perciaccante. L’intervento ha riguardato il recupero delle murature, delle volte, dei percorsi nello spessore murario e della terrazza sommitale di un presidio cinquecentesco, ora destinato a spazi espositivi, ristorazione e accoglienza.
I premi alla nuova costruzione
Il riconoscimento per la nuova costruzione è andato a Casa Frascà Bosco a Roccella Ionica, progettata da Federico Casati e Antonio Buonsante per i committenti Francesco Frascà e Sara Bosco, con l’impresa Edil Center Roccella. La giuria ha premiato la capacità di trasformare la maglia strutturale preesistente e il dislivello del lotto in un ordine compositivo rigoroso, con il granito scolpito e il passaggio dal fronte meridionale aperto al paesaggio a quello settentrionale più raccolto.
Due le menzioni. L’ampliamento di Tenuta Klopè a Francavilla Angitola, sempre di Gerolamo Pungitore, dove terrazzamenti, corti e superfici vetrate si integrano alle preesistenze senza competizione volumetrica, con il contrasto tra acciaio corten e volumi intonacati. E Casa_GB a Rende, di Maria Carmela Perri ed Enrico Nudo, costruita sul sedime di un edificio incompiuto e caratterizzata da autosufficienza energetica e impiego di materiali locali.
Laura Thermes, la Biennale dello Stretto e la finale nazionale
Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Laura Thermes, per una ricerca che intreccia progetto, teoria e insegnamento e che a Reggio Calabria ha fatto del Meridione un laboratorio critico e operativo, con le città meridionali, le fiumare e il progetto dell’esistente come temi di lavoro.
Il Premio Bruno Zevi per la diffusione della cultura architettonica è andato alla Biennale dello Stretto, attiva tra Reggio Calabria e Messina dal 2022, per avere trasformato lo Stretto da margine geografico a luogo di una riflessione internazionale sull’architettura e sul Mediterraneo.
Le opere premiate nelle cerimonie regionali accedono alla selezione nazionale, che si concluderà il 13 novembre 2026 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia.
Fonti
Archilovers, “I vincitori dei Premi In/Architettura 2026 | Calabria”, di Cecilia Di Marzo.






