Architettura nel Metaverso, un nuovo campo di possibilità

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Architettura nel Metaverso: la Metaverse Mansion
Credit foto: Metaverse Architecture Biennale

Strutture avveniristiche, grattacieli insoliti, forme che sfidano la gravità: il Metaverso si apre al design, spesso con risultati sorprendenti

È iniziata l’epoca della realtà immersiva. BIM, Intelligenza Artificiale e Big Data sono una risorsa importante, ma non sono gli unici protagonisti del nuovo scenario delle costruzioni. Tra gli attori in gioco ha fatto la sua comparsa anche il Metaverso, che possiamo intendere come una continuazione del mondo reale nella sfera digitale.

Si tratta di un territorio ancora tutto da esplorare e costruire, ma che sembra portare con sé delle prospettive interessanti. Tra i settori più redditizi spicca quello immobiliare: Citigroup, un’importante banca di investimento americana, ha pubblicato un’analisi dove stima che il valore di mercato del Metaverso potrebbe arrivare fino a 13 trilioni di dollari entro il 2030.

Le possibilità offerte da questo mondo parallelo attirano un numero consistente di architetti e designer, desiderosi di comprenderne la portata commerciale e anche, soprattutto, di poter usare la realtà alternativa come laboratorio di ricerca e sviluppo.

Alcuni nomi importanti dell’architettura internazionale hanno già mosso i primi passi nel Metaverso e tra questi, per esempio, vi è lo studio Zaha Hadid Architects. Dal 21 al 24 settembre 2023, inoltre, il Metaverso ha ospitato persino la prima Biennale di Architettura digitale: gli utenti online hanno potuto esplorare padiglioni virtuali e mostre interattive da qualsiasi parte del mondo, connettendosi con una comunità globale di creatori.

Che cos’è il Metaverso

Questo concetto nasce nel 1992 nell’ambito della narrazione cyberpunk, ma è stato il rebranding di Facebook del 2022 che ha risollevato il tema con rinnovato interesse. Attenzione, però: non è stato Mark Zuckerberg a creare il Metaverso. Di mondi alternativi c’è già stata qualche traccia nel corso degli anni e oggi esistono svariati universi digitali in cui è possibile abitare.

Semplificando, il Metaverso unisce realtà virtuale, realtà aumentata, social media, giochi online e spazi 3D per creare un ambiente digitale capace di riflettere e potenziare il mondo reale.

All’interno della sfera virtuale è possibile svolgere qualsiasi attività in prima persona. Basta creare un avatar personalizzato che potrà muoversi proprio come nella nostra quotidianità: così, indipendentemente dalla propria sede fisica, chiunque riuscirà a lavorare, incontrare altri utenti, partecipare alle conferenze e persino andare ai concerti e viaggiare.

Architettura nel Metaverso: panoramica della città digitale di Liberland
La città digitale di Liberland • Credit foto: Arch Daily

Architetti come creatori di contenuti

Case, uffici privati, teatri, cinema, gallerie d’arte, centri commerciali: l’architettura nel Metaverso ha bisogno di tutti gli spazi che siamo abituati a frequentare nel mondo fisico. A differenza di questo, però, la sfera virtuale non ha limiti di tempo, budget o spazio e per questo si presenta agli architetti come un campo di possibilità pressoché illimitate.

Nel Metaverso è possibile sperimentare generi diversi e linguaggi nuovi che potrebbero anche rinvigorire l’architettura tradizionale, portando a un rinascimento architettonico di stampo futuristico.

Data l’assenza di gravità, inoltre, il mondo digitale è un ottimo ambiente per testare i materiali: si pensi a blocchi di vetro morbidi, elementi che producono energia, o superfici che cambiano al tatto.

Liberland, la città cyber-urbana di Hadid Architects

Tra i primi a sperimentare nel Metaverso, lo studio Zaha Hadid Architects ha traslato nel digitale una micronazione autoproclamatasi nel mondo reale: la Repubblica Libera di Liberland, in un territorio conteso tra Serbia e Croazia. Dal momento che la creazione “reale” della nazione richiederebbe troppo tempo (e avrebbe probabilmente un esito negativo), il suo fondatore, Vít Jedlička, si è appellato allo ZHA per trovare un riscontro della nazione almeno nel mondo virtuale.

Tra arte e architettura, il progetto prefigura una città digitale a cui accedere tramite piattaforma su cloud. L’ingresso permette ai visitatori di muoversi all’interno dello spazio pubblico e di partecipare alla vita politica e sociale della città-stato acquistando terreni o avviando attività commerciali.

Credit foto: Design Tellers

Cuore della città è il municipio, strutturato intorno a una passerella a terrazze che lo avvolge completamente. Lì, circondato dall’acqua, ha luogo anche un “hub di rete” per progetti crittografici e società specializzate in cripto valute (Liberland ha una sua moneta). Poco distante dal municipio si trova la piazza, delimitata da forme morbide e angoli arrotondati, che accoglie chi accede alla città (in forma di avatar) e si presenta come luogo dove incontrarsi e socializzare.

Gli edifici sono stati realizzati usando un particolare software e seguono lo stile parametrico di cui Patrik Schumacher, CEO di Hadid Architects, è stato pioniere. L’architettura parametrica si fonda sull’algoritmo e attraverso questo riesce a creare geometrie complesse, non sempre facili da riprodurre fisicamente. La progettazione parametrica, infatti, si basa su linee ampie, curve e forme irregolari che conferiscono carattere e personalità agli edifici, facendoli sembrare futuristici o addirittura ultraterreni.

Chissà poi quali altre forme assumeranno i palazzi nel nostro futuro: lo scopriremo solo negli anni a venire.

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