Caro materiali: pubblicato il DM che rileva le variazioni percentuali

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Cantiere in costruzione alle prese con il caro materiali
Credit foto: Rete Abruzzo

La tendenza al rialzo rischia di paralizzare il comparto edile, con conseguenze gravose sull’intero sistema produttivo.

Il Fondo da 100 milioni di euro approvato lo scorso luglio dalla Commissione Bilancio non ha portato gli effetti sperati e restano ancora tante le difficoltà per i costruttori impegnati nel settore pubblico e privato. La crescita incontrollata dei prezzi, infatti, ha fatto registrare aumenti fino al 60-70% e impedisce l’equilibrio di mercato utile a rilanciare il mondo edile.

Il caro materiali non sembra destinato ad arrestarsi nemmeno nei prossimi mesi e Assistal non perde l’occasione di lanciare un nuovo appello alle istituzioni. L’Associazione si rivolge in particolare al Ministro Giovannini, al quale chiede ora anche di riesaminare l’art. 106 del Codice degli Appalti, al fine di reintrodurre la norma sulla revisione dei prezzi dei materiali.

Solo due mesi fa, il presidente di Assistal Angelo Carlini aveva denunciato al MIMS i ritardi nell’attuare un provvedimento che registrasse le variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione per il primo semestre 2021.

Il decreto, inizialmente atteso per il 31 ottobre 2021, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 novembre e le variazioni riportate – calcolate rispetto alla media dei prezzi del 2020 – sono state approvate da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

Il DM 11 novembre permette agli operatori economici titolari di contratti pubblici di chiedere alle stazioni appaltanti la compensazione per i costi superiori provocati dalle variazioni generali di prezzo, indicando la quantità dei singoli materiali impiegati.

In particolare, per le variazioni in aumento, l’appaltatore dovrà presentare l’istanza di compensazione alla stazione appaltante entro il prossimo 8 dicembre 2021. Nel caso delle variazioni in diminuzione, invece, la procedura verrà avviata dalla stazione appaltante e questa procederà a eventuali recuperi.

Le stazioni appaltanti dovranno provvedere ai pagamenti degli oneri e potranno usufruire del Fondo da 100 milioni di euro del MIMS qualora non avessero le risorse sufficienti per saldare il debito.

Operaio lavora il cemento, tra i materiali sottoposti al caro materiali
Credit foto: Lavori Pubblici

Per Carlini si tratta ancora di un intervento parziale e limitato, che compromette l’attuazione del PNRR e dimostra l’incapacità del Governo di comprendere la gravità della situazione. Tutto il sistema produttivo, infatti, sta rischiando di avvicinarsi a una condizione di insostenibilità e servono misure straordinarie capaci di contenere l’emergenza.

È importante che le imprese ricevano sostegni finanziari adeguati a fronteggiare il caro materiali, necessari ad avviare o proseguire i lavori: i continui temporeggiamenti e i provvedimenti momentanei potrebbero provocare un blocco dei cantieri, a sua volta causa dell’apertura dei contenziosi e della rescissione dei contratti per eccessiva onerosità.

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