Costruzioni, nel 2023 produzione in crescita del 3%

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Sito di costruzione
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Aumentano anche gli investimenti pubblici, con il PNRR che ha dirottato sulle costruzioni il 59% dei 45,6 miliardi spesi a fine anno

Nel 2023 la filiera delle costruzioni ha registrato un aumento del 3% e un valore di mercato che si assesta sui 600 miliardi di euro. Ecco cosa è emerso dall’analisi di Federcostruzioni, che ha illustrato l’andamento del settore durante la presentazione di SAIE Bologna, la fiera dell’edilizia che si svolgerà dal 9 al 12 ottobre 2024.

Nonostante gli stop al Superbonus e ai crediti, le costruzioni confermano ancora il loro peso nell’economia italiana. Per il 2023, infatti, l’ISTAT prevede un aumento del Pil del +0,9%. Anche se con qualche rallentamento, il dato si pone in linea con la crescita registrata nel biennio precedente, in cui si è sentita forte la spinta delle agevolazioni fiscali. Nel 2021 le costruzioni hanno determinato la metà dell’incremento del Pil italiano del +8,3%; nel 2022 la crescita è stata del +4%.

Per quanto riguarda i singoli comparti, Federcostruzioni riassume così i diversi bilanci:

  • +18% per le opere pubbliche;
  • +5% per gli investimenti in costruzioni;
  • +5% per il non residenziale privato;
  • +1,3% per le nuove abitazioni;
  • +0,5% per la riqualificazione.

Secondo la presidente di Federcostruzioni, Paola Marone, il PNRR e la Direttiva Case Green rappresentano adesso le sfide più importanti del settore. Ma se il primo è un volano di sviluppo, la seconda fa riflettere. L’Italia mostra ancora dei ritardi non indifferenti sulla riqualificazione edilizia: nel nostro Paese, infatti, oltre 9 milioni di edifici residenziali rientrano nelle classi energivore.

Occupazioni e opere pubbliche, lo scenario

Un altro dato interessante discusso durante la conferenza stampa è quello degli occupati nelle costruzioni. Nei primi nove mesi del 2023 sono stati registrati un +2,9% di lavoratori iscritti alle Casse Edili. A ciò si aggiunge un + 0,9% di ore lavorate. Nello specifico: +2,3% al Nord, +3,9% al Centro e -2,8% al Sud.

Come si è visto, fondamentale per il settore edilizio è stato il ruolo del PNRR. La spesa totale del 2023 ammonta a 45,6 miliardi di euro; di questi, il 59% è stato investito nella filiera delle costruzioni.

Superbonus 110% e lavori pubblici hanno coperto il 56% della spesa sostenuta al 31 dicembre 2023, rispettivamente con 14 e 10,1 miliardi di euro. Inoltre, è stata aggiunta una “Missione 7 Repower EU”, con una dotazione di 11,2 miliardi. Di questi, 8,3 miliardi derivano da definanziamenti di altre Missioni e 2,9 miliardi da nuovi fondi liberati dall’Unione europea.

L’impatto della Direttiva Case Green

La proposta sulle cosiddette “case green”, recentemente approvata dal Parlamento UE, mira a rendere il patrimonio immobiliare europeo a zero emissioni entro il 2050. Le sfide per l’Italia sono diverse e anche il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che sarà difficile coordinare i lavori su tutto il territorio nazionale.

I numeri pubblicati dall’ANCE parlano infatti di un parco immobiliare abbastanza obsoleto. Su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni rientrano nelle classi energetiche più basse (E, F, G). Si tratta del 73% dell’intero patrimonio: questi edifici non sono in grado di garantire le performance energetiche minime richieste alle abitazioni dei nostri giorni.

Guardando al settore non residenziale, su circa 1,35 milioni di edifici esistenti, il 55% (circa 743.000 strutture) ricade nelle stesse classi energetiche e necessita di riqualificazione.

Escavatore al lavoro
Foto di Thomas da Pixabay

Durante la conferenza stampa per la presentazione di SAIE Bologna, la presidente ANCE Giovani Angelica Donati ha affermato che la Direttiva Case Green si presenta all’Italia come l’occasione per investire sul futuro. Al di là dei costi stimati per il salto di classe energetica, il nostro Paese “ha l’opportunità di scrivere un piano industriale di settore con una visione al 2050, che permetta alle costruzioni di continuare a trainare la crescita”.

Paola Marone di Federcostruzioni ha ribadito la necessità di implementare “misure concrete di politica industriale, per sostenere la competitività della filiera delle costruzioni in Italia e all’estero, e permettere al Paese di rispettare gli impegni internazionali ed europei sul clima”.

Fonti:

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