
Al vaglio una proposta per colmare il ritardo normativo italiano sull’architettura, puntando su qualità del costruito, trasparenza, innovazione e meritocrazia
Il Disegno di legge 1112, attualmente all’esame del Senato, rappresenta un passaggio cruciale per il futuro dell’architettura in Italia. Presentato dal Senatore Nicola Irto nell’aprile 2024, la proposta mira a istituire un quadro normativo nazionale per la promozione, la valorizzazione e la salvaguardia della qualità architettonica nel nostro Paese.
Il testo si ispira alle risoluzioni UE del 2001 e del 2008, seguendo esempi di successo come quelli di Francia, Finlandia e Paesi Bassi. L’obiettivo ultimo è di allineare il nostro Paese con il resto d’Europa, dove sono in vigore normative per un’architettura di qualità e un ambiente costruito di alto livello.
Nonostante il vasto patrimonio architettonico, infatti, l’Italia manca ancora di una legge organica in materia. L’approvazione del Ddl 1112 potrebbe dotarci di strumenti adeguati per promuovere qualità, trasparenza e innovazione nella progettazione pubblica, mettendo i giovani e le comunità al centro dei processi di trasformazione urbana.
Le principali novità del Ddl 1112
La misura più significativa del provvedimento riguarda l’obbligo di concorsi di progettazione per le opere pubbliche sopra le soglie europee, fissate a 5,3538 milioni di euro per lavori e concessioni e a 143 mila euro per servizi e forniture. La selezione dei progetti verterà sui criteri di sostenibilità ambientale e coerenza tecnico‑economica, non più sullo sconto offerto o sulle dimensioni del fatturato dello studio d’architettura.
La misura interesserà gli edifici iconici e di particolare importanza, ma anche e soprattutto gli interventi ordinari come scuole, piazze e parchi. Questa strategia, già applicata da altri Paesi europei, ha un triplice scopo:
- garantire la qualità delle opere;
- favorire la trasparenza nei processi decisionali;
- incentivare l’adozione di soluzioni progettuali innovative e sostenibili.

Altro elemento chiave del Ddl 1112 è la creazione di un elenco nazionale dei giovani architetti, gestito dal Ministero della Cultura. La lista sarà riservata ai professionisti under 40 che hanno vinto concorsi di progettazione o di idee. L’iniziativa intende così riconoscere e promuovere i talenti emergenti, offrendo maggiore visibilità e accesso a incarichi pubblici, per rendere il mercato più inclusivo e meritocratico.
Ancora a questo proposito, il testo propone di introdurre un premio annuale per la Giovane Architettura Italiana. Il riconoscimento verrà assegnato alle opere di rilievo realizzate da progettisti emergenti, in modo da promuovere creatività e innovazione nel panorama architettonico nazionale.
Cambio di rotta: prospettive e sfide
L’approvazione del Ddl 1112 potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione per l’architettura italiana, come un “rinascimento urbano” orientato alla rigenerazione edilizia, alla sostenibilità ambientale e al dialogo con le attuali esigenze sociali.
Il provvedimento, come abbiamo visto, sposta l’asticella dell’appalto pubblico: la competizione economica fa posto alle idee, aprendo il mercato pubblico anche a studi di progettazione medio-piccole e figure emergenti.
Tuttavia, il percorso della normativa presenta qualche ostacolo. In passato, infatti, altri tentativi legislativi sono stati fermati da iter complessi e resistenze di varia natura. La sfida principale, adesso, consiste nel superare la frammentarietà delle norme esistenti e permettere a tutti i livelli delle condizioni stabili per la valorizzazione dell’architettura quale bene culturale e sociale.
Un’opportunità per il futuro
Il Ddl 1112, qualora approvato, sarebbe fondamentale per riconoscere la qualità dell’architettura come interesse pubblico e strumento per la trasformazione del paesaggio urbano e rurale.
Il testo sottolinea la necessità di favorire processi progettuali trasparenti e inclusivi, in grado di rispondere alle nuove sfide di sostenibilità. In questo senso, l’impatto potenziale sull’ambiente costruito e sulla qualità della vita cittadina potrebbe risultare significativo, aprendo nuove opportunità a professionisti e comunità locali.
Per essere attuato correttamente, il Disegno di legge 1112 richiede risorse, formazione e regole esecutive chiare. Solo così sarà possibile ottenere cantieri più efficienti, spazi urbani di qualità e un mercato professionale meritocratico.
Fonti:
- Ingenio, “Una legge per l’architettura per tutelare il patrimonio culturale dell’Italia” di Andrea Dari;
- Teknoring, “Finalmente allo studio in Italia una legge specifica sull’architettura nelle politiche pubbliche” di Laura Milan;
- EdilSocialNetwork, “Nuovo Disegno di Legge per la qualità architettonica: verso un rinascimento urbano in Italia”;
- EdilPortale, “Qualità architettonica e progettazione, parte l’iter del nuovo disegno di legge” di Rossella Calabrese;
- EdilPortale, “Progettazione e lavori, dal 2024 aumentano le soglie europee degli appalti” di Paola Mammarella.






