Decreto Aiuti bis, arriva l’atteso accordo sul Superbonus 110%

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Decreto Aiuti bis: il Senato riunito a Palazzo Madama
Credit foto: Dire - Agenzia di Stampa Nazionale

Dopo giorni di lavoro, e con la mediazione del Governo, arriva finalmente un testo che sblocca la cessione dei crediti limitando la responsabilità solidale

182 sì, 21 astenuti e nessun contrario: così il 13 settembre 2022 il Senato si è espresso sul Decreto Aiuti bis, che ora attende solo la conversione alla Camera per diventare legge. Un risultato che si è fatto attendere un po’ dopo la fiducia votata a Montecitorio, ma che sembra aver trovato il suo equilibrio tra tutte le parti in gioco.

Per il settore edile la notizia accompagna alcune grandi novità, prima fra tutte la modifica proposta dal Movimento 5 Stelle alla responsabilità solidale per la cessione dei crediti da Superbonus o altri incentivi.

Il M5S, guidato da Giuseppe Conte, ha definito la responsabilità in solido come una pratica che ha scoraggiato l’emissione dei crediti. Questa, infatti, si ha quando più persone sono debitrici dello stesso soggetto (o anche di più soggetti) e a ciascuna di queste può essere chiesto di versare l’intera somma anziché solo la propria quota.

La soluzione proposta adesso dal Governo circoscrive la responsabilità solidale e la lega ai soli casi di “concorso nella violazione”, ma solo se compiuta “con dolo o colpa grave”.

Secondo le parole del Sottosegretario all’Economia Federico Freni, così come le ha riportate l’Ansa, questa nuova formulazione “accontenterà tutti”. A trarne beneficio, infatti, sono oltre 40 mila aziende e con loro anche lavoratori e famiglie.

Come cambia la cessione

Tra i diversi temi su cui si è concentrata l’attività del Parlamento, scontrandosi spesso anche con il volere di Palazzo Chigi, gli emendamenti al Superbonus 110% e la cessione dei crediti hanno avuto un ruolo di primo piano.

Le richieste sono ruotate essenzialmente intorno a due punti: prolungare il termine del 30 settembre 2022 per i lavori sulle villette unifamiliari ed eliminare la responsabilità solidale dei cessionari.

Se la prima istanza non ha ricevuto pareri favorevoli, perché richiederebbe nuovi fondi, la seconda è invece apparsa una mossa fondamentale per incoraggiare la circolazione dei 5,2 miliardi di euro di crediti incagliati – in parte anche a causa della Circolare n. 23/E dell’Agenzia delle Entrate.

Decreto Aiuti bis: l'iter l'edilizia
Credit foto: Tgcom24

Il Decreto Aiuti bis determina così la cancellazione della responsabilità in solido per la cessione dei crediti relativi ai lavori incentivati con il Superbonus. Nel caso degli altri bonus edilizi, invece, la responsabilità solidale viene eliminata solo per le cessioni effettuate dopo l’11 novembre 2021.

Una data spartiacque che corrisponde all’approvazione del Decreto Antifrode, che ha introdotto l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità delle spese per chi sceglie di agevolare un intervento ricorrendo alle opzioni alternative.

Per le cessioni precedenti all’11 novembre 2021, ancora relative alle agevolazioni diverse dal 110%, la responsabilità solidale del cessionario sarà esclusa in presenza dell’asseverazione di un tecnico che certifichi l’effettiva realizzazione del lavoro agevolato.

Secondo le intenzioni del Governo queste misure serviranno a tutelare le aziende oneste, senza condoni per chi ha commesso truffa, ad esempio gonfiando i prezzi dei materiali edili.

I numeri del Superbonus

Non ci sono novità riguardanti la proroga del termine ultimo per il SAL sulle villette, ma le concessioni del Decreto Aiuti bis sembrano comunque soddisfare la maggioranza. I bonus edilizi hanno rappresentato una spinta importante per la ripresa dell’Italia: basti pensare che alla fine di agosto 2022, stando ai dati Enea, solo per quanto riguarda il Superbonus sono state presentate 243.907 asseverazioni.

La fetta più consistente è rappresentata proprio dagli interventi sugli edifici unifamiliari, per un totale che supera i 130 mila progetti, seguiti da unità funzionalmente indipendenti (74.184) e dai condomini (35.321). Sono questi ultimi a generare il maggiore investimento economico, pari ad oltre 20 miliardi di euro, con una spesa media per edificio intorno ai 600 mila euro.

I risultati del nuovo emendamento saranno adesso tutti da vedere, ma un primo significativo passo in avanti è stato compiuto. E se i partiti adesso fanno a gara per intestarsi il merito, l’Ance si congratula per questo sforzo congiunto che ha permesso di vincere una “grande battaglia”.

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