Fotovoltaico, l’UE impone dazi sull’import asiatico

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Dopo mesi di discussioni, la Commissione europea sembra imboccare la strada del protezionismo nel fotovoltaico. L’iter è vecchio di ormai quasi un anno. Lo scorso settembre, infatti, su denuncia di un’associazione di produttori comunitari, la Commissione europea ha avviato un’indagine sull’importazione di tecnologia fotovoltaica dalla Cina a prezzi particolarmente bassi. Secondo i risultati preliminari dell’inchiesta, tra il 2009 e il 2012 una cinquantina di aziende europee hanno chiuso proprio mentre il materiale fotovoltaico cinese esportato in Europa e’ stato venduto a un prezzo in media dell’88% inferiore al suo normale valore di mercato. Accertato il reato di dumping, per aggirarlo l’Europa ha avviato una tassazione graduale: l’aliquota del dazio è stata dell’11,8% fino al 6 agosto, al momento è in salita per un livello medio del 47,6%. Entro il 5 dicembre potrebbero essere stabiliti i dazi antidumping definitivi per i prossimi cinque anni.

“Le misure provvisorie – ha dichiarato Karel de Gutch, Commissario europeo per il commercio – hanno lo scopo di evitare l’emorragia dei nostri mercati e di ricreare condizioni di parità e concorrenza leale”. Divisi, però, i Paesi membri rispetto alla decisione presa a Bruxelles. Il 47% circa sarebbe contrario.
Anche il direttore del Centro europeo di politica economica internazionale Hosuk Lee-Makiyama dimostra perplessità: “Pur salvando posti di lavoro con queste misure, in realtà si perdono opportunità di esportazione, la libera concorrenza … per non dimenticare l’interesse dei consumatori”.
L’Italia invece ha dato il suo benestare, nel tentativo di difendere l’industria nazionale del settore.

Intanto, per evitare una guerra di dazi, vista la reazione della Cina che ha subito avviato un’indagine antidumping sulle importazioni di vini europei, sembra essere stato raggiunto un accordo per una parte del mercato: le imprese cinesi che si adegueranno alla vendita ad un prezzo minimo non verranno gravate dei dazi. L’accordo protegge quindi il mercato europeo con due diverse formule: il prezzo minimo o il dazio aggiuntivo. Resta, però, una soluzione temporanea, perché il problema potrebbe ripresentarsi nell’ipotesi che le importazioni cinesi superino la quota entro cui è oggi previsto l’accesso al mercato europeo, una possibilità non così remota visto il trend del 2012 che ha visto le esportazioni di pannelli dalla Cina all’Europa raggiungere i 21 miliardi di euro.

Foto credit: Black Rock Solar

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