Intelligenza artificiale nelle costruzioni: un’evoluzione che parte dai dati

360
Intelligenza Artificiale e concetto futuro
Foto di Peshkova via Canva

Dalla gestione dei dati al supporto decisionale, l’IA entra nei processi del settore e ne ridefinisce modalità operative e organizzazione

Grand View Research stima che il mercato mondiale dell’Intelligenza Artificiale applicata alle costruzioni, pari a circa 2,93 miliardi di dollari nel 2023, raggiungerà quasi 17 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo del 26,9%.

A tale proposito, in Italia è recente il 9° Rapporto OICE sulla digitalizzazione, che propone una lettura più ampia del fenomeno con un focus proprio sull’IA. Le analisi nel report mostrano come l’Intelligenza Artificiale stia trovando applicazione concreta nei processi pubblici e professionali, specie nelle fasi di organizzazione dei documenti e delle attività lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.

Dai dati al cantiere: dove interviene l’IA

OICE evidenzia un aspetto chiave: l’Intelligenza Artificiale funziona solo se alimentata da dati di qualità. L’attenzione si sta quindi spostando dalla semplice digitalizzazione alla capacità di gestire informazioni complesse in modo strutturato, per costruire sistemi informativi aggiornati e condivisi.

In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale si rivela efficace soprattutto nella lettura e interpretazione di grandi quantità di file tecnici, nelle fasi istruttorie e nel supporto alle stazioni appaltanti durante la valutazione delle offerte.

Un altro aspetto interessante riguarda il suo ruolo all’interno dei processi decisionali. Senza sostituire il contributo umano, le tecnologie attuali permettono di automatizzare attività ripetitive e ad alto contenuto documentale, riducendo tempi e margini di errore.

In cantiere, l’IA apre inoltre la strada alla meccanizzazione di alcune lavorazioni, grazie all’impiego di macchine autonome per la posa dei mattoni o il getto del calcestruzzo. Un’evoluzione che compensa la carenza di manodopera e che migliora anche le condizioni di lavoro, rendendole più sicure e meno usuranti.

Come utilizzarla al meglio

Se da un lato le potenzialità sono evidenti, dall’altro emergono alcune condizioni necessarie per un utilizzo efficace.

Cantiere al crepuscolo
Foto di EJ Yao su Unsplash

La qualità dei dati resta il primo fattore critico: informazioni incomplete o incoerenti possono compromettere i risultati. A questo si aggiunge la necessità di garantire trasparenza nei meccanismi di funzionamento, così da rendere comprensibili le analisi prodotte.

È poi fondamentale disporre di competenze adeguate. Non basta saper utilizzare gli strumenti: occorre anche riuscire a interpretarli. Allo stesso tempo, diventa necessario definire una governance chiara, con ruoli e responsabilità ben delineati.

In questo scenario, l’IA rappresenta una leva importante, ma non sufficiente da sola. I suoi effetti diventano concreti solo quando si inserisce in un sistema già orientato all’efficienza, alla trasparenza e alla condivisione delle informazioni.

Le prospettive per il settore

L’ambito in cui l’impatto risulta oggi più evidente è la gestione dei progetti, che nel 2023 ha rappresentato oltre il 36% del mercato. L’IA permette infatti di analizzare grandi quantità di dati per fornire previsioni su tempi e costi, incrementando la produttività e riducendo gli imprevisti.

Un altro fronte in forte crescita è il Risk Management, con previsioni di crescita del 30% annuo fino al 2030. Sensori IoT, droni e dispositivi indossabili raccolgono dati sulle condizioni operative e segnalano in tempo reale possibili situazioni di rischio, per prevenire gli incidenti e rendere i cantieri più sicuri.

L’introduzione dell’IA in edilizia rappresenta una sfida complessa, ma anche un’opportunità reale di miglioramento. La differenza, ancora una volta, sarà nella capacità di integrare queste tecnologie con competenze solide e una visione chiara del proprio modo di operare.

Fonti:

NESSUN COMMENTO

SCRIVI UNA RISPOSTA