Piccoli Comuni, un passo avanti nel Piano per la Riqualificazione

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Credit foto: Gazzetta del Sud

Il Piano Nazionale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni fa un passo avanti con la pubblicazione del DPCM 16 maggio 2022 in Gazzetta Ufficiale. Il decreto stabilisce requisiti, termini e condizioni per partecipare ai bandi pubblici che saranno pubblicati entro il 17 ottobre 2022. Il Piano per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni, in discussione già da tempo, aveva finalmente visto la luce nel 2017 con la Legge “Realacci” che ha istituito un fondo da 160 milioni di euro per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni. 

I piccoli comuni in Italia

I piccoli comuni che possono candidare i loro progetti sono già stati definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2021. Si tratta di tutte le località che contano meno di 5.000 abitanti e che presentano una situazione di criticità, come: dissesto idrogeologico, arretratezza economica, decremento della popolazione o disagio insediativo, inadeguatezza dei servizi sociali essenziali, difficoltà di comunicazione e lontananza dai grandi centri urbani. In tutta Italia i comuni che versano in queste condizioni sono 5.518, molti dei quali nel Meridione. La Gazzetta del Sud ha pubblicato un elenco con la ripartizione dei fondi tra Sicilia e Calabria: 34 in tutto, di cui 9 nella provincia di Messina. 

Cosa prevede il Piano per la Riqualificazione

Il Piano definisce le modalità per la presentazione e la selezione dei progetti che potranno usufruire delle risorse del Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni. Gli obiettivi e le possibilità di riqualificazione indicate nel decreto sono diverse, tra cui:

  • tutela del patrimonio paesaggistico e dei beni culturali;
  • mitigazione del rischio idrogeologico;
  • efficientamento energetico, in particolare attraverso la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili;
  • riqualificazione dei centri storici e recupero degli edifici abbandonati;
  • messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici;
  • promozione dello sviluppo economico e sociale, tramite l’insediamento di nuove attività produttive.

In attesa dei bandi per la riqualificazione

Per poter presentare i progetti si dovranno attendere 90 giorni dalla pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta Ufficiale, il tempo concesso per pubblicare i bandi pubblici. Ogni Comune potrà presentare un solo progetto tramite una domanda corredata da documentazioni tecniche, tra cui la fattibilità tecnica ed economica approvata da un professionista specializzato.

Il Consiglio dei Ministri avrà il compito di valutare i progetti, attribuendo un punteggio che terrà conto della qualità della proposta e della completezza della documentazione. Il DPCM chiarisce che verranno assegnati punteggi più alti ai progetti che assicureranno tempi di realizzazione più contenuti e che sapranno attirare investimenti privati. Naturalmente, sarà data maggiore priorità ai progetti che saranno più in linea con gli obiettivi del Piano di Riqualificazione: efficientamento energetico, tutela del patrimonio paesaggistico e culturale, riqualificazione dei centri storici. Il testo del DPCM è consultabile qui.

Fonti: Infobuild.it, Lentepubblica.it, Edilportale.com, GazzettadelSud.it

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