Ripresa del settore edile: ultimo trimestre 2020 con il segno più

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Ripresa settore edile

L’ultimo anno, a causa delle vicende sanitarie ben note a tutti, ha visto in ginocchio l’intera economia italiana. Dal mondo edile, però, giungono dei timidi segnali di ripartenza che fanno ben sperare per la ripresa economica e produttiva dell’intero comparto.

L’edilizia è, infatti, un settore nel quale trovano spazio ed espressione numerose differenti professionalità. Dalla progettazione alla costruzione, dalla ristrutturazione alla manutenzione passando per la riqualificazione urbana e immobiliare. Tutti ambiti che richiedono l’intervento e la professionalità di diverse figure con competenze e abilità specifiche, alcune delle quali molto richieste dal mercato.

A farci essere fiduciosi sono i dati commentati dall’Arch. Igor Michele Magini, Presidente Ance Arezzo e della stessa Cassa Edile, con un comunicato stampa ufficiale pubblicato su La Nazione. Il numero delle imprese attive nell’area toscana è aumentato da 300 a 330, così come la media degli operai impiegati è salita da 1.340 a 1.528 (+ 14% rispetto all’anno precedente) in correlazione ad una massa salari in crescita del 12% (6,15 milioni contro 5,49).

Due fattori fanno pensare a un rimbalzo degli investimenti trainato da opere pubbliche e manutenzione degli edifici legata al Superbonus 110% – spiega Magini – ma ovviamente il ritorno del segno più nelle opere pubbliche è condizionato dalla reale riapertura dei cantieri e dall’effettiva capacità di spesa dell’amministrazione pubblica. Per quanto invece concerne il Superbonus, ci siamo attivati su più fronti per offrire alle imprese ogni strumento utile.”.

Per dare maggiore slancio al comparto edilizio si aspetta con ansia la nuova versione (semplificata) del Superbonus 110%, che dovrebbe alleggerire l’aspetto burocratico e, di conseguenza, ridurre i tempi di attuazione di questa manovra che, finora, ha stentato a decollare come già denunciato nei mesi scorsi da Confartigianato.

Vogliamo comunque considerare questo segno positivo come un buon auspicio per la ripartenza dell’edilizia, in quanto la riattivazione del lavoro edile e del suo indotto sarebbe un fattore di crescita anche per il Pil. Tutto questo senza considerare la produzione di nuovo lavoro per le imprese ferme per il lockdown e la rigenerazione, da un punto di vista energetico e di sostenibilità ambientale, del patrimonio edilizio italiano.

Molto più che un “semplice” risultato.

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