Sismabonus Acquisti: come funziona e chi ne ha diritto

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Sismabonus Acquisti e ricostruzione di immobili
Foto di Manfred Richter da Pixabay

Un incentivo pensato per sostenere il miglioramento e l’adeguamento sismico del parco edilizio italiano

Il Sismabonus Acquisti offre agevolazioni fiscali per favorire l’acquisto di edifici migliorati dal punto di vista sismico. A differenza del Sismabonus tradizionale non prevede l’avvio di nuovi lavori di messa in sicurezza, ma solo l’atto finale di acquisto dell’immobile già ristrutturato.

Per usufruire dell’incentivo è importante che la casa oggetto dell’acquisto rispetti due condizioni, ovvero:

  • si trovi nei Comuni delle zone di rischio sismico 1, 2 e 3;
  • sia stato demolito e ricostruito da un’impresa, che lo rivende entro 30 mesi dalla fine dei lavori.

L’ultima Legge di Bilancio ha confermato il Sismabonus Acquisti fino al 31 dicembre 2024. Attualmente migliorare il livello sismico del patrimonio esistente è una delle priorità dell’edilizia contemporanea. Costruire abitazioni che consumano poca energia e che siano antisismiche è la sfida che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

Indice

Come funziona la detrazione

Il Sismabonus Acquisti prevede detrazioni con aliquote variabili in base ai risultati raggiunti dopo la ricostruzione. L’ammontare dell’agevolazione è calcolato sul prezzo di acquisto dell’edificio, con un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Le aliquote previste sono:

  • al 75% quando gli interventi determinano il passaggio a una classe di rischio sismico inferiore;
  • all’85% (che è la percentuale massima) se, post ricostruzione, l’unità immobiliare raggiunge due classi di rischio inferiori rispetto all’edificio originario.

Come molti altri meccanismi, anche il Sismabonus Acquisiti prevede un rimborso restituito all’acquirente in forma di rate di uguale importo e frequenza. La detrazione, infatti, è suddivisa in 5 quote annuali.

Per accedere all’incentivo è fondamentale che l’atto di compravendita sia stato stipulato entro il 31 dicembre 2024. Salvo nuove proroghe, dal 2025 non sarà più possibile richiedere l’agevolazione.

Così come per gli altri bonus edilizi, anche in questo caso non sono previsti lo sconto in fattura e la cessione del credito. Le opzioni alternative possono essere utilizzate solo se la CILAS, la delibera assembleare e il titolo abilitativo siano state presentate prima dell’entrata in vigore del Decreto Blocca Cessioni.

Alcuni chiarimenti dalle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha illustrato gli ambiti di applicazione del Sismabonus Acquisti rispetto ai seguenti campi:

  • aumenti volumetrici: sono concessi. È possibile beneficiare del Sismabonus Acquisti a prescindere dalla circostanza che il titolo abilitativo sia per ristrutturazione edilizia o nuova costruzione, purché sia nei limiti indicati dalle norme urbanistiche in vigore;
  • acquisto e ricostruzione con diversa area di sedime: l’incentivo può essere richiesto anche in questo caso;
  • doppio titolo edilizio: la condizione che vi siano 2 titoli edilizi non impedisce agli acquirenti delle unità immobiliari di usufruire del Sismabonus Acquisti;
  • acquisto di garage: non è possibile applicare l’agevolazione solo sui box non pertinenziali, in quanto il Sismabonus Acquisti privilegia gli immobili in cui si svolge la vita familiare e lavorativa delle persone;
  • compatibilità con il Bonus Mobili: l’acquirente che approfitta del Sismabonus Acquisti può richiedere anche il Bonus Mobili se l’intervento rientra nella ristrutturazione edilizia. La qualifica in questo caso spetta al Comune o ad altro ente territoriale competente.

Per approfondire ulteriormente, i riferimenti normativi sono la circolare n. 17/2023 e l’interpello n. 56/2024.

Fonti:

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