RS Ripristino Colabile. Riparazioni e reintegri in grandi spessori non sono più un problema

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Grazie all’aggiunta a catalogo dell’Addititivo Superfluidificante, un nuovo importante prodotto (bicomponente, fibrorinforzato e colabile) – pensato per la ricostruzione volumetrica – completa oggi la ricca Linea Ripristino Tradimalt.

Le rapide modifiche cui l’ambiente è stato soggetto negli ultimi decenni, con un inquinamento progressivo ed un’aumentata aggressività, hanno generato condizioni tali da intaccare seriamente la fama di eternità che nel tempo la natura composita del cemento armato e calcestruzzo avevano creato. Vista l’elevata incidenza di questo fenomeno, il degrado del cemento armato costituisce un rilevante aspetto dell’ampio problema della corrosione dei materiali.

Gli elementi corrosivi dell’atmosfera che possono generare il decadimento dei materiali delle proprietà tecnologiche sono in prima battuta:
• ossigeno quale ossidante e sostenitore tipico delle reazioni catodiche;
• vapore d’acqua che per condensazione sulle superfici risulta solvente ideale degli elettroliti eventualmente presenti;
• gas, quali l’anidride carbonica, l’anidride solforosa, ecc.

In presenza di questi componenti, e delle condizioni ambientali divenute sempre più gravose, i fenomeni corrosivi sono la prima conseguenza diretta del rapido ed imprevedibile degrado del calcestruzzo armato che non può quindi più essere considerato un materiale inalterabile per eccellenza di durata illimitata.
Oltre alla natura degli agenti aggressivi dell’atmosfera (CO2, SO2, Cl- , ecc.) altri fattori influenzano il comportamento del calcestruzzo mettendo in pericolo la durabilità delle strutture in cemento armato:
• la composizione dei differenti costituenti il calcestruzzo (cemento, sabbia, inerti,
ecc.) e la sua età;
• le tecniche di posa in opera;
• le condizioni climatiche.

Le alterazioni che si possono presentare sono quindi di ordine: meccanico, fisico, chimicofisico, chimico, e sono sempre associate alla presenza di acqua che gioca un ruolo principale, da un debole fenomeno di dissoluzione fino a fenomeni più complessi di assorbimento, risalita capillare all’interno della struttura porosa del calcestruzzo, ecc.
Una delle principali forme di degrado del calcestruzzo, riconducibile al fenomeno della carbonatazione, è legato alla presenza dell’anidride carbonica nell’atmosfera che, combinandosi con l’acqua, abbassa l’ambiente basico del calcestruzzo facendone scendere il pH a valori inferiori a 9; in queste condizioni viene a mancare la passivazione alcalina delle armature e ha quindi luogo la reazione di ossidazione con la relativa trasformazione del ferro in ossido di ferro, o più comunemente ruggine, che risulta caratterizzata da volumi anche 6-7 volte maggiori rispetto al metallo stesso; tale aspetto comporta il verificarsi di forti tensioni interne nella struttura del calcestruzzo armato, con il verificarsi dapprima di fessurazioni e infine di distacchi di parti consistenti di calcestruzzo.

Il degrado fisiologico del materiale, poi, può essere accelerato da altri fattori legati alla posa in opera, primo fra tutti, lo spessore insufficiente del copri ferro o la sedimentazione del getto.
I prodotti da impiegare devono essere specificamente concepiti e formulati per il ripristino del calcestruzzo e del calcestruzzo armato con una doppia finalità: ricreare nuovamente – da un punto di vista fisico – un unico corpo fra i supporti esistenti e le ricostruzioni e garantire un’elevatissima protezione chimica contro il fenomeno della carbonatazione.
In anni recenti si sono andate sempre più diffondendo in campo tecnico malte cementizie rinforzate con fibre (FRCM), che sono risultate particolarmente adatte ad interventi di ripristino di superfici di calcestruzzo deteriorato di una certa importanza.

I vantaggi delle malte fibro-rinforzate, rispetto alle malte ordinarie, sono legati principalmente ai seguenti fattori: miglior rapporto a/c; maggiore duttilità; migliore essiccazione della malta; maggiore facilità di applicazione; maggiore protezione contro agenti atmosferici; maggiore resistenza alla fessurazione;
Tutta la gamma Tradimalt risponde ai requisiti richiesti dalla Normativa Europea UNI EN 1504, che si pone come fine quello di identificare, classificare e definire degli standard minimi qualitativi per tutti i
prodotti, strutturali e non strutturali, per la riparazione e protezione delle strutture in calcestruzzo armato e non.
Nelle situazioni in cui le superfici da ripristinare non fossero localizzate, ma molto estese, si preferirà, certamente, eseguire un intervento di vera e propria ricostruzione volumetrica con un prodotto da colare utilizzando casseri in legno in modo da realizzare ripristino continuo a regola d’arte.
Dopo un’attenta valutazione degli obiettivi tecnici ed estetici che si vogliano raggiungere, la scelta dovrà cadere sull’Rs Ripristino Colabile, il prodotto che – per le sue caratteristiche – meglio si adatta a queste necessità tipologiche d’intervento.

Un’adeguata preparazione del supporto sarà fondamentale affinchè le malta da ripristino possa sfruttare al meglio le proprie caratteristiche tecniche: la prima fase dell’intervento dovrà certamente riguardare quindi il sondaggio di tutte le superfici per verificare la presenza di parti decoese e procedere alla demolizione del calcestruzzo carbonatato e ammalorato mediante martellinatura, fino al raggiungimento del supporto sano e compatto con messa in luce delle armature. Dopo aver portato “a bianco” i ferri, rimuovendone meccanicamente la ruggine, si dovrà applicare il prodotto Trattamento Ferro, trattamento anticorrosivo monocomponentecon spiccate proprietà adesivanti e di resistenza alla diffusione della CO2; pronto all’uso dovrà esser applicato a pennello in due mani successive per uno spessore totale di 2 mm.
L’RS Ripristino Colabile è una malta bicomponente (che si compone di un sacco RS Ripristino e di un bidoncino di Superfluidificante), fibrorinforzata, di colore grigio, a base di cementi speciali ad alta resistenza, inerti selezionati e additivi speciali superfluidificanti.

Il suo potere autolivellante permette di eseguire riparazioni e reintegri volumetrici in grandi spessori per mezzo di colatura in casseri, ottenendo un perfetto e veloce riempimento senza necessità di vibrare. Una leggera espansione sia in fase plastica che in fase di postindurimento permette di compensare il ritiro garantendo l’intasamento perfetto di ogni interstizio con notevole miglioramento delle caratteristiche finali di adesione, evitando nel contempo le fessurazioni. La malta, anche se fluida, si presenta coesiva e non subisce fenomeni di separazione dei componenti.

RS Ripristino Colabile garantisce elevate caratteristiche meccaniche, in particolare nei valori di resistenza alla flessione, parametro importante per riparazioni a regola d’arte del cemento armato. Il prodotto si presta alle opere di riparazione strutturale delle strutture in calcestruzzo, per mezzo di malta idraulica di tipo PCC e classe R3 secondo UNI EN 1504-3.
RS Ripristino Colabile è particolarmente indicato nell’edilizia civile per il ripristino strutturale di travi, pilastri e marcapiani lesionati, dove le particolari caratteristiche del degrado consigliano di intervenire mediante colatura in cassero; viene utilizzato vantaggiosamente per ricostruire parti degradate in forti spessori di frontali, gradoni e parapetti, mediante colatura in cassero, e per il reintegro volumetrico di solai e solette degradate.

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