In Sicilia approvato in commissione il DDL edilizia tra non poche polemiche

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Non senza forti reazioni e polemiche, è stato approvato in IV commissione all’Assemblea regionale siciliana il Ddl Edilizia del governo Musumeci, un testo di legge che dovrebbe semplificare le procedure amministrative nel settore edile.

La soddisfazione della maggioranza

“Molte delle cose che prima avevano bisogno di permesso di costruire, adesso si potranno realizzare con una semplice comunicazione – è il commento dell’on. Giusi Savarino, presidente della IV Commissione, pubblicato da lasicilia.it – tante delle cose che prima andavano realizzate previa comunicazione adesso saranno in edilizia libera”.
“Non introduciamo nessuna sanatoria o condono edilizio – risponde l’onorevole alle prime polemiche – ma mettiamo ordine in questa materia e, soprattutto, consentiamo ai siciliani di poter costruire o ristrutturare con grande semplicità, senza perdersi nei meandri di soprintendenze ed uffici tecnici. Il Ddl Edilizia fa coppia con la riforma Urbanistica già al voto in Aula. In questo modo, grazie al lavoro sinergico tra Ars e Governo Musumeci entro la fine della Legislatura, riusciremo a modernizzare la Sicilia e creare le condizioni affinché si investa nella direzione di un territorio sempre più «Green» e liberi dalle lungaggini burocratiche che spesso, purtroppo, penalizzano e rallentano il comparto edile”.

Il folto fronte delle polemiche

“Nonostante i tanti proclami su difesa dell’ambiente e contrasto ad ogni forma di abusivismo, il governo Musumeci e la maggioranza che lo sostiene, nei fatti si dimostrano a favore del ‘partito degli abusivi’ – è il duro commento di Legambiente, nelle parole di Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia pubblicate dal Giornale di Sicilia – Ma non è detta l’ultima parola, il ddl dovrà andare adesso all’esame dell’Ars dove, ci auguriamo, prevalga il buon senso e si metta la parola fine ad una norma che distrugge il territorio dell’isola”.

Il punto della questione è soprattutto l’art. 18 “Compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo 1.  Dopo l’articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 è aggiunto il seguente articolo: “25-bis Norme di interpretazione autentica.  2. Con l’articolo 24 della Legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 sono stati recepiti i termini e le forme di presentazione delle istanze presentate ai sensi dall’art. 32 del Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326. 3. In forza del predetto recepimento resta salva l’ammissibilità delle istanze presentate, ai sensi del precedente comma l, per la regolarizzazione delle opere realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta nel rispetto di tutte le altre condizioni prescritte dalla legge vigente”.

In poche parole un immobile totalmente abusivo all’interno di un parco o di una riserva con condono nazionale verrebbe abbattuto, ma se dovesse passare la nuova norma siciliana potrebbe essere sanato attraverso un parere positivo da parte dell’autorità competente.

Di sanatoria parla anche il M5s, che in commissione ha votato contro il Ddl edilizia: “C’è un condono, non potevamo dire sì a un testo che sana gli abusi. È l’ennesimo macroscopico scivolone del governo Musumeci che a parole è contro gli abusi edilizi, nei fatti, però, li difende con tanto di legge“, hanno detto i deputati del M5s all’Ars, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito.
“Il testo – dice Trizzino secondo quanto pubblica ancora lasicilia.it – contiene la norma che estende la sanatoria del 2003. Musumeci, appena qualche giorno fa in aula, aveva detto chiaramente che il suo governo è per la corretta gestione dell’ambiente, nel contrasto di ogni fenomeno di abusivismo edilizio. Peccato però che nei fatti si comporti in maniera diametralmente opposta. Il presidente aveva l’occasione per fare finalmente qualcosa di buono in questa inconcludente legislatura, ha sprecato pure quest’opportunità”.

D’accordo con Trizzino anche Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd: “Oggi è stata scritta una pagina di brutta politica, con la maggioranza che, nonostante le richieste dell’opposizione, ha fatto valere la legge dei numeri e votato l’articolo 18 del Ddl sull’edilizia che punta spianare la strada all’ennesima sanatoria”. E il Pd annuncia battaglia: “Ci opporremo in ogni modo all’approvazione definitiva di una sanatoria che comprometterebbe il valore di una legge che invece dovrebbe servire a ordinare ed incentivare la materia dell’edilizia nell’Isola”.

“Doveva essere una norma per dare certezze ai cittadini ed in particolare sull’edilizia libera, così si trasforma di fatto in un condono camuffato, dannoso per un territorio che grida ormai contro il cemento e lo fa con violenza a Palermo, come a Scordia o addirittura in modo tragico come a Giampilieri o come il fiume Milicia – ha dichiarato, invece, la deputata di ‘Attiva Sicilia’ Valentina Palmeri, che ha votato contro – Questo Ddl contiene norme tanto inique quanto illusorie. Non possiamo renderci complici dell’approvazione di un ddl che avalla ancora una volta queste forme di illeciti”.

È incostituzionale – è l’ultima parola di Zanna, Legambiente, su ilfattoquoitidiano.it – e lo sanno bene. Lo abbiamo scritto, nei giorni scorsi, nella lettera aperta ai parlamentari regionali citando i pareri dell’Ufficio legale della Regione e le sentenze della Corte Costituzionale. Qualora fosse approvata in Aula, ma speriamo in un sussulto di dignità degli inquilini di Sala d’Ercole, sarà inevitabilmente impugnata dal Consiglio dei Ministri. Ma nel frattempo il danno al territorio, al paesaggio e alle bellezze della nostra Isola sarà già stato fatto”.

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1 COMMENTO

  1. Non è vero che si tratta di un condono, chi lo dice o pecca di ignoranza oppure è in malafede. Non è vero che si può sanare dentro i parchi e riserve, quelli di legambiente si vadano a studiare la normativa, quelle sono zone di inedificabilità assoluta. Si puo completare l’iter di sanatoria (gia avviato nel 2004) solo se l’area è edificabile, questo è il senso, perchè per un banale errore di interpretazione la sola presenza di un vincolo di tutela bloccava la sanatoria già presentata e pagata. Invece i vincoli di tutela sono fatti perche si costruisca in base a delle presrizioni di tutela non perchè non si costruisca. Non si può fare interesse particico o associativo sulla pelle dei cittadini che hanno regolarmente pagato il condono edilizio nel 2004. Tra l’altro c’è una senteza CGA che conferma tale possibilità di sanatoria in aree tutelate edificabili, che oggi viene ripresa dal legislatore regionale.

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