Testo unico dell’edilizia: forse è la volta buona?

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Ridurre il numero dei titoli abilitativi; favorire le demolizioni e ricostruzioni; eliminare la procedura dell’autorizzazione sismica preventiva; istituire il fascicolo del fabbricato; istituire la certificazione di sostenibilità degli immobili.

Ecco alcune delle novità in arrivo con la revisione del Testo Unico dell’Edilizia su cui è al lavoro il tavolo tecnico istituito presso il Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

Le informazioni si apprendono dalla risposta fornita dal Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture on. Salvatore Margiotta nell’ambito del question time svoltosi presso la Commissione Ambiente della Camera mercoledì 10 giugno scorso.

A distanza di 19 anni dalla sua entrata in vigore (agosto 2001), il D.P.R. n. 380/2001 con le sue centinaia di migliaia di interventi della giustizia di ogni ordine e grado, potrebbe essere pensionato a favore di un nuovo Testo Unico con meno articoli, di cui ormai si parla da diversi anni e il cui lavoro potrebbe essere arrivato nella sua fase conclusiva.

La bozza di provvedimento, predisposta dal Ministero, è costituita da oltre 130 articoli, distribuiti in quattro Titoli:
• contenuti e disposizioni generali;
• disciplina dell’attività edilizia;
• resistenza e stabilità delle costruzioni;
• sostenibilità delle costruzioni.

L’obiettivo del lavoro è quello di riorganizzare il corpus normativo del settore delle costruzioni, per favorire in modo concreto la ripresa delle attività, la rigenerazione urbana e lo snellimento delle procedure.

Oggetto di approfondimenti sono le disposizioni finalizzate a:
– ridurre il numero dei titoli abilitativi;
– favorire i processi di demolizione e ricostruzione;
– eliminare la procedura dell’autorizzazione sismica preventiva;
– disciplinare in modo più chiaro le procedure per la realizzazione delle opere di interesse statale;
– istituire il fascicolo del fabbricato, nel contesto di un sistema integrato del territorio che l’Agenzia del Catasto sta mettendo a punto;
– istituire il concetto di classe di rischio di una costruzione, in particolare quella sismica, con l’intento di incrementare la conoscenza del patrimonio edilizio, anche al fine della riduzione del rischio sismico;
favorire la sostenibilità delle costruzioni attraverso, ad esempio, l’impiego di materiali eco-sostenibili o di riciclo e la demolizione selettiva;
– istituire la certificazione di sostenibilità degli immobili.

Grandi novità in arrivo, quindi, molte delle quali chieste a gran voce da tempo dagli operatori del settore delle costruzioni, altre controverse e fonte di polemiche.

Il testo pronto per i successivi passaggi istituzionali, dovrebbe essere pronto entro il prossimo mese di luglio.

La speranza, come sempre, è quella di avere un testo innovativo che prenda spunto dell’esperienza pregressa (ben 19 anni di applicazione) e che possa rilanciare e snellire le procedure edilizie.

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