Vulnerabilità sismica: Tradimalt protagonista in un progetto di ricerca tra stampa 3D e simulazioni innovative

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La stampa 3D della cupola di San Giorgio, per la quale quale Tradimalt ha partecipato alla fase di assemblaggio

La nostra azienda ha contribuito alla realizzazione in stampa 3D di un modello della cupola della chiesa di San Giorgio a Ragusa, per un progetto interuniversitario verso nuove applicazioni costruttive

Il rapporto tra progettazione digitale ed edilizia è oggi un punto cruciale nella ricerca architettonica. Se da un lato il digitale permette di immaginare forme sempre nuove, dall’altro queste potenzialità devono fare i conti con i limiti del mondo fisico, ovvero con materiali e processi compatibili con il comportamento reale delle strutture.

In questa direzione si inserisce un progetto sviluppato in collaborazione tra diverse università, che ha avuto come fulcro il Laboratorio di Dinamica Sperimentale del Centro di ricerca L.E.D.A. (Laboratory of Earthquake engineering and Dynamic Analysis). Obiettivo del lavoro è analizzare il rapporto tra forma e costruzione attraverso l’uso della modellazione parametrica e delle tecniche di fabbricazione digitale.

Il risultato è un modello realizzato tramite stampa 3D con PLA (acido polilattico), che ricostruisce fedelmente la cupola del Duomo di San Giorgio a Ragusa. L’approccio seguito ha così trasferito il progetto digitale in un prototipo fisico mantenendo la complessità geometrica e verificando direttamente il comportamento del sistema.

Simulazione di crollo al 150% del sisma de L’Aquila (2009)

Il contributo di Tradimalt

La stampa 3D permette di produrre singoli elementi con elevata precisione, ma richiede poi una fase di assemblaggio per ottenere una struttura continua. Nel caso della cupola, i blocchi in PLA sono stati collegati tra loro per garantire stabilità e coerenza con il modello progettuale.

Il contributo di Tradimalt si è inserito in questa fase. L’attività di incollaggio è stata supervisionata dal Prof. Ivo Caliò, Docente ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università di Catania.

Per assemblare i blocchi in PLA sono stati impiegati due prodotti sviluppati nei nostri laboratori:

  • Tradicoll Grip, primer di adesione utilizzato per migliorare l’interfaccia tra il supporto in PLA e lo strato successivo, aumentando la ruvidezza superficiale;
  • IN200, malta da intonaco utilizzata per l’incollaggio tra le superfici trattate.

Le superfici dei blocchi in PLA sono state trattate con Tradicoll Grip, che ha favorito un forte legame con il supporto plastico. Dopo un tempo di asciugatura di 24 ore, i blocchi sono stati incollati con IN200: al termine dei 7 giorni di maturazione, il sistema assemblato ha mostrato stabilità e una tenuta adeguata alle prove sperimentali.

L’aderenza del sistema è stata valutata mediante test di pull-off, che misura la resistenza a trazione e determina il valore di adesione. La prova ha dato esito positivo: in tutti i casi, la rottura ha interessato solo la malta IN200 e non il punto di contatto tra i materiali, segno di un’adesione efficace.

Ricerca e applicazione: un dialogo continuo

Il progetto della cupola rappresenta un esempio concreto di integrazione tra mondo accademico e realtà industriale. La ricerca universitaria esplora nuove geometrie, modelli e approcci progettuali e noi di Tradimalt diamo il nostro contributo per rendere queste soluzioni realizzabili.

Anche se le potenzialità in edilizia sono evidenti, la stampa 3D si colloca ancora in una fase di evoluzione e richiede un lavoro approfondito sul piano tecnico. Soprattutto per l’edilizia civile. Progetti però, come quello della cupola del Duomo di San Giorgio, ci dimostrano quanto già oggi si possano utilizzare queste tecnologie per simulare la tenuta sismica di edifici di pregio, con un preziosissimo beneficio in termini di studio e prevenzione.

Ricostruzione in stampa 3D della cupola della Chiesa di San Giorgio a Ragusa

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