Bonus edilizi 2026: quale nuovo schema?

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Edificio in costruzione con una gru
Foto di Kevin su Unsplash

È ancora presto per la prossima Manovra ma, tra tagli e scadenze già definite, è possibile prevedere il nuovo quadro di incentivi: ecco cosa sappiamo

Dall’1 gennaio 2026 i bonus per la riqualificazione energetica e per la ristrutturazione edilizia andranno incontro alle riduzioni previste dalla Legge di Bilancio 2025. Le detrazioni per i lavori sulle prime case scenderanno al 36%, quelle sulle seconde al 30%.

Come riporta Il Sole 24 Ore, la Viceministra dell’Ambiente Vannia Gava vorrebbe estendere anche al prossimo anno l’aliquota al 50% per le ristrutturazioni. Inoltre, insieme al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si sta valutando la possibilità di poter usufruire degli incentivi in 5 anni e non più in 10. Ciò renderebbe più facile accedere all’Ecobonus, agevolando quindi tutti gli interventi in linea con la Direttiva Case Green.

La testata sottolinea, però, che servirebbero circa 2 miliardi di euro per evitare i tagli ai bonus. Tuttavia, i fondi disponibili per la prossima Manovra non sembrano essere sufficienti: se da un lato, quindi, il Governo appare disposto a fissare un’aliquota di base più alta, dall’altro non è chiaro come potrebbe riuscirci.

In attesa dei prossimi sviluppi, ripassiamo lo schema di incentivi 2026 per com’è strutturato adesso.

Indice

Aliquote ridotte e differenziate

La nuova guida dell’ANCE chiarisce percentuali di detrazione, tipologie di interventi ammessi, scadenze e procedure, con l’intenzione di facilitare l’accesso alle agevolazioni.

Il Bonus Ristrutturazioni, compreso quello per l’acquisto di case ristrutturate, l’Ecobonus, il Sismabonus e il Sismabonus Acquisti sono stati tutti prorogati fino al 2027, ma con un ribasso delle percentuali di detrazione.

In questo senso, il 2025 ha già fatto da spartiacque. Se fino al 2024 i bonus edilizi prevedevano aliquote tra il 50% e l’85% in base alla tipologia di intervento e all’immobile beneficiario, da quest’anno il sistema è stato riportato a due sole possibilità di detrazione: 50% o 36%, in base alla posizione del contribuente.

Come anticipato sopra, nel 2026 e nel 2027 i bonus al 36% spetteranno ai titolari di un diritto di proprietà (o di altro diritto reale) su un immobile adibito ad abitazione principale; negli altri casi, si applicherà l’incentivo al 30%.

A questo proposito, è bene osservare che:

  • la titolarità del diritto di proprietà o altro diritto reale deve esistere all’inizio dei lavori;
  • la destinazione ad abitazione principale può avvenire anche al termine dei lavori.

Bonus Barriere Architettoniche in scadenza

Attualmente, il 2026 sancisce la fine del Bonus Barriere Architettoniche. L’agevolazione resterà in vigore, nella sua detrazione al 75%, solo fino al 31 dicembre 2025. Per eventuali spese da sostenere l’anno prossimo, bisognerà fare riferimento al Bonus Casa, anche questo fissato al 36% sulle abitazioni principali.

Una fila di edifici multicolore uno accanto all'altro
Foto di Moira Nazzari su Unsplash

Ricordiamo che l’incentivo è ammesso solo per l’installazione di ascensori, montacarichi, servoscala e piattaforme elevatrici e che non è necessario che nell’edificio siano presenti persone con disabilità. 

I limiti di spesa variano come segue:

  • 50.000 euro per unifamiliari, unità immobiliari indipendenti e singoli appartamenti;
  • 40.000 euro da moltiplicare per il numero degli immobili nel caso di lavori in condomini da 2 a 8 unità;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari per gli interventi condominiali in edifici con più di 8 unità.

Nel caso dei condomini, per approvare i lavori, è necessaria la maggioranza dei partecipanti all’assemblea e che questa rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio.

La fine del Superbonus

Si chiude anche la stagione del Superbonus, che già quest’anno è stato ridotto al 65%. Non è infatti una novità che il Governo Meloni ritenga troppo dispendiosa questa agevolazione, che negli ultimi tempi è stata oggetto di vincoli via via più stringenti.

Per tutto il 2025 la detrazione sarà valida solo per alcuni soggetti, come i condominii e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliari, solo nel caso di interventi con CILA, delibera assembleare o titolo abilitativo presentati entro la data del 15 ottobre 2024.

C’è però una piccola eccezione. Come stabilito dal Decreto Omnibus, il Superbonus 110% resterà in vigore per tutto il 2026 solo in caso di lavori nei comuni colpiti dal Sisma del 2016, quindi Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

In questi anni, gli incentivi edilizi sono stati uno strumento importante per rilanciare le costruzioni, migliorare l’efficienza energetica e promuovere la sicurezza abitativa. Certamente i tagli avranno un impatto sul settore: sarà compito del Testo Unico dei bonus edilizi trovare uno schema di incentivi sostenibile per il nostro Paese e in linea con i nuovi obiettivi europei di efficientamento.

Fonti:

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