
La nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate rappresenta un punto di riferimento per l’agevolazione protagonista della prossima stagione di interventi
Il quadro normativo dell’edilizia continua a evolversi e, con esso, le scelte di chi progetta, realizza e investe nel recupero del patrimonio esistente. A questo proposito, la Guida sulle ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata a febbraio 2026, fornisce chiarimenti su regole, detrazioni e limiti, delineando con maggiore precisione il perimetro applicativo dell’agevolazione.
Il Bonus Ristrutturazioni 2026 resta attualmente attivo con aliquota al 50% fino a un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, ma solo per le abitazioni principali. Per le seconde case, o per interventi sostenuti da detentori (come locatari e comodatari), la detrazione scende al 36%, mantenendo invariato il limite di spesa di 96.000 euro.
La scelta normativa appare coerente con l’impostazione già avviata negli ultimi anni: privilegiare la riqualificazione della prima casa e indirizzare le risorse verso il patrimonio abitativo primario.
Indice
- Interventi ammessi: continuità con il Testo Unico
- Beneficiari e condizioni di accesso
- Verso il 2027 e oltre
Interventi ammessi: continuità con il Testo Unico
Dal punto di vista tecnico, restano valide le categorie di intervento definite dal D.P.R. 380/2001. Il Bonus Ristrutturazioni 2026 si applica quindi ai lavori di:
- manutenzione straordinaria, per il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali e l’integrazione di impianti su singole unità immobiliari;
- restauro e risanamento conservativo, finalizzati a preservare e rendere funzionale l’organismo edilizio;
- ristrutturazione edilizia, quando l’intervento trasforma l’edificio in tutto o in parte.
Per i condomini, l’agevolazione include anche la manutenzione ordinaria sulle parti comuni, come il rifacimento di finiture o la riparazione di impianti esistenti.

Rientrano nel perimetro agevolabile anche i lavori per l’eliminazione di barriere architettoniche, la bonifica dell’amianto e gli interventi per l’efficienza energetica degli edifici già esistenti.
Le spese ammesse comprendono non solo i costi per l’esecuzione dei lavori, ma anche quelli relativi a progettazione, prestazioni professionali, direzione lavori, sicurezza del cantiere e oneri per permessi e comunicazioni edilizie.
Beneficiari e condizioni di accesso
Il requisito essenziale per usufruire della detrazione è essere in possesso o detenere l’immobile al momento dell’avvio dei lavori.
Possono beneficiare del bonus:
- proprietari e nudi proprietari;
- titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
- locatari e comodatari;
- soci di cooperative;
- imprenditori individuali per immobili non strumentali;
- familiari conviventi e conviventi di fatto che sostengono la spesa.
Se l’immobile viene venduto, la detrazione residua si trasferisce automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti nell’atto notarile. In caso di decesso, invece, il beneficio si trasmette all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene.
Una novità della Guida interessa i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. L’ammontare effettivo della detrazione viene così calcolato su un “importo base” che si riduce progressivamente all’aumentare del reddito e viene moltiplicato per un coefficiente variabile a seconda della presenza di figli fiscalmente a carico.
Verso il 2027 e oltre
L’aggiornamento guarda già alla progressiva riduzione delle aliquote. Salvo ulteriori proroghe:
- nel 2027 l’aliquota scenderà al 36% per le abitazioni principali e al 30% per le altre;
- dal 2028 al 2033 la percentuale si stabilizzerà al 30%, con un tetto massimo dimezzato a 48.000 euro;
- dal 2034 è prevista una detrazione del 36%, con limite massimo di spesa agevolabile pari a 48.000 euro, indipendentemente dalla destinazione dell’immobile.
Con la chiusura della stagione del Superbonus e la progressiva normalizzazione del mercato, il Bonus Ristrutturazioni torna a essere lo strumento fiscale di riferimento per privati, tecnici e imprese. Per chi opera nel settore, la Guida non è soltanto un aggiornamento interpretativo, ma incide sulla pianificazione economica degli interventi e sulla programmazione dei lavori.
In un contesto normativo più selettivo e orientato alla stabilità, il recupero edilizio resta un pilastro dell’economia nazionale. La qualità tecnica dell’intervento, oggi più che mai, diventa l’elemento decisivo per trasformare un incentivo fiscale in un’opera realmente durabile.
Fonti:
- Agenzia delle Entrate, “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”;
- Infobuild, “Ristrutturazioni edilizie 2026: guida completa a interventi ammessi, detrazioni e adempimenti” di Stefania Manfrin.






