Condono edilizio, il Piano Casa riaccende il dibattito

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Progetto architettonico
Foto di 3844328 via Pixabay

Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture propone una sanatoria per piccole difformità e abusi edilizi minori

Il prossimo Piano Casa includerebbe un condono edilizio per alcune irregolarità su pareti, cantine, verande e box. Così ha già dichiarato il Ministro Matteo Salvini durante una riunione programmatica del 16 gennaio 2024, e così è stato ripetuto in occasione della riunione del 4 aprile 2024.

Il Ministro, però, ha subito precisato che la misura non riguarderà le grandi costruzioni realizzate senza i permessi adeguati, come le ville abusive sul mare o sui greti dei fiumi. Questo condono avrebbe quindi dimensioni ridotte e permetterebbe di aumentare l’offerta del mercato immobiliare includendo le case non perfettamente in regola.

Le nuove misure dovrebbero interessare quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano. “Sanando queste piccole irregolarità ha spiegato Salvini milioni di cittadini italiani potranno tornare a vendere e affittare casa. Lo Stato incassa e, se ci sono più case sul mercato, i prezzi si abbassano, a beneficio di tantissimi che vorrebbero comprare e già se la devono vedere con i mutui alti”.

Come ha ricordato La Stampa, quello dei prezzi degli immobili nelle grandi città è un tema piuttosto caldo per il Governo. I dati del terzo trimestre 2023, infatti, dimostrano che gli aumenti sono cresciuti del +13,1% rispetto al 2022 e che il 63% dei capoluoghi di provincia ha registrato un inasprimento dei prezzi.

Indice

“Un provvedimento di buon senso”

Il nuovo condono edilizio sarà mirato alla regolarizzazione di piccole difformità e irregolarità strutturali. In dettaglio, le misure proposte dal Ministero riguardano:

  • difformità di natura formale, legate a incertezze e dubbi nell’interpretazione della disciplina in vigore;
  • difformità edilizie “interne” che interessano singole unità immobiliari, in cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche (come soppalchi o tramezzi);
  • difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma che oggi non risultano sanabili per via della disciplina della “doppia conformità”;
  • cambi di destinazione d’uso, che sarebbero permessi tra immobili di categorie omogenee.

Come si legge nella nota del Ministero delle Infrastrutture, la bozza normativa servirebbe a tutelare i piccoli proprietari immobiliari che in molti casi attendono da tempo di regolarizzare le loro posizioni e che per questo non riescono spesso a ristrutturare o vendere casa. Allo stesso tempo, questo nuovo condono edilizio permetterebbe di ridurre il lavoro degli uffici tecnici comunali, spesso sommersi da richieste di sanatoria.

Il Ministro Matteo Salvini ha chiarito, in ogni caso, che le misure avanzate non configurano un condono né sotto il profilo tecnico e neanche anche sotto quello normativo. A suo dire si tratta di “un provvedimento di buon senso” per “rilanciare l’economia di un settore oggi in sofferenza”.

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Il mercato immobiliare sta attraversando un periodo di instabilità e gli affitti per gli studenti sono stati una prima prova della crisi. Proprio per questo il Piano Casa comporterebbe una serie di interventi volti a recuperare una parte del patrimonio immobiliare pubblico, che così potrebbe essere destinato alla costruzione di nuove case popolari. Il progetto dovrebbe essere varato nel 2025 e l’investimento totale ammonterebbe a 100 milioni di euro.

L’edilizia residenziale pubblica nel nostro Paese è infatti diventata una priorità. Secondo le stime di Federcasa, il tema riguarda 2,2 milioni di abitanti e conta 836 mila alloggi gestiti da 74 enti e aziende territoriali associati. Per soddisfare la domanda servirebbero almeno 300.000 abitazioni in più.

Salvini condono edilizio: i numeri dell'abusivismo in Italia
Via TGcom24

A tale proposito TGcom24, rifacendosi alla Relazione 2022 sugli Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile, ricorda inoltre che in Italia circa 17 edifici su 100 non sono a norma, dato che in alcune Regioni sale fino al 50% del totale degli immobili.

In questo quadro, insieme al recupero e alla riconversione del patrimonio esistente, il condono edilizio proposto da Matteo Salvini servirebbe ad allargare ulteriormente la platea degli edifici disponibili. Ai microfoni di TGcom24 il Ministro delle Infrastrutture ha parlato “senza ipocrisia” ricordando che ci sono alcune centinaia di migliaia di piccole irregolarità architettoniche, edilizie e urbanistiche che stanno intasando gli uffici tecnici dei Comuni italiani. “E allora – si chiede – non sarebbe più saggio per quelle di piccola entità andare a sanare tutto quanto?”.

Già nel giugno del 2023 la Lega aveva depositato una proposta di legge mirata ad abolire la doppia conformità, che vincola le ristrutturazioni perché obbliga a dimostrare che l’abuso commesso era ed è conforme alla normativa edilizia, al di là del progetto. Il riferimento è in particolare a verande, stanze “extra”, sottotetti, pareti spostate e altri abusi edilizi di minore entità.

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