Legge di Bilancio 2018, la valutazione dell’Ance

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Stabilizzare gli incentivi per la ristrutturazione degli edifici, fare scelte più coraggiose sul Sismabonus e agevolare maggiormente l’acquisto di case eco-efficienti. Queste alcune delle richieste più urgenti che arrivano da Ance al Governo sulla Legge di Bilancio 2018.

In occasione dell’audizione del 6 novembre presso le Commissioni Bilancio di Senato e Camera dei deputati, il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Giuliano Campana, non ha infatti risparmiato le critiche alla legge in discussione al Senato.

Le critiche sono partite dai dati settoriali, osservati nella prima parte del 2017, che non lasciano intravedere una ripresa, contrariamente a quanto previsto l’anno scorso in questo stesso periodo: l’indice di produzione nelle costruzioni è ancora negativo (-0,5% nei primi 8 mesi del 2017) e quello edile continua ad essere l’unico settore a perdere occupazione. 
L’ultima stima dell’Ance indica per il 2017 un aumento trascurabile, pari allo 0,2% su base annua, del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa per un settore stremato da una profonda crisi.

Per il 2018 la previsione è positiva, con un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5%, ma si basa sull’ipotesi degli effetti degli incentivi fiscali del Sismabonus ed Ecobonus, che possono dare concreto avvio a un diffuso piano di prevenzione del rischio sismico e di ammodernamento del patrimonio edilizio italiano, e dei piani infrastrutturali decisi in questi mesi.

Il problema è che nella Manovra di Bilancio 2018 manca la stabilizzazione definitiva delle detrazioni per interventi di ristrutturazione e misure tese a dare attuazione ad un piano di rigenerazione urbana.

L’Ance valuta timido l’intervento del Governo sul Sismabonus, per esempio: bisognerebbe estendere alle zone a rischio sismico 2 e 3 la detrazione (fino all’85% del prezzo di vendita) prevista per chi acquista da un’impresa un immobile demolito e ricostruito con criteri antisismici. Criticata anche la scelta di lasciare fuori il Sismabonus dal meccanismo della cessione del credito, che contribuirebbe alla crescita di una coscienza nella popolazione sulla necessità di prevenire le conseguenze di un potenziale evento calamitoso.

Positiva, invece, è stata giudicata in questa direzione l’introduzione di una detrazione IRPEF per i costi sostenuti per polizze assicurative contro il rischio sismico. 

Apprezzamento positivo per l’Ecobonus, e nello specifico per la rimodulazione degli incentivi, che premia maggiormente quelli più incisivi, così come per la proroga del potenziamento della detrazione per un ulteriore anno sempre per gli interventi più incisivi (es. cappotto termico o riqualificazione globale dell’intero edifico) che comportano un maggior coinvolgimento delle imprese del settore. Positiva anche l’estensione della possibilità di “cessione del credito” a tutti i contribuenti per tutte le tipologie agevolate di interventi, ivi compresi quelli all’interno delle singole unità immobiliari.

Accolta con approvazione da Ance, infine, anche la proroga della cedolare secca al 10% per gli affitti a canone concordato, anche se l’Associazione sperava che lo stesso principio di tassazione separata fosse esteso ai redditi da locazione percepiti dalle imprese.

Il presidente Campana si è, invece, detto “rammaricato” per la scelta del Governo che, nel rendere obbligatoria dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere tra soggetti IVA, non ha eliminato contestualmente lo split payment che crea ingestibili problemi di credito IVA alle imprese. Secondo l’Associazione l’estensione della fatturazione elettronica è più che sufficiente ai fini del contrasto all’evasione fiscale e alle frodi IVA.

Tra le proposte più importanti quella dell’avvio di un serio progetto di riqualificazione e rigenerazione del patrimonio edilizio del Paese, composto, come si legge sul sito Ance, dalle seguenti misure: “la proroga fino al 2020 della detrazione Irpef commisurata al 50% dell’IVA dovuta sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B; l’estensione alle zone a rischio sismico 2 e 3 della detrazione Irpef 75%/85% del prezzo di vendita (fino ad un massimo di 96.000 euro) per l’acquisto di case antisismiche, cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica; l’applicazione fino al 2021 delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (pari a 200 euro ciascuna) all’acquisto di immobili da parte di impresa che, entro i 5 anni successivi, si impegni alla ricostruzione degli stessi in classe A; la rimodulazione dei benefici fiscali Ecobonus e Sismabonus in funzione dell’immobile su cui s’interviene, commisurando le premialità, se trattasi di opificio o altro immobile strumentale, ad una predeterminata superficie (es. ogni 200 mq di superficie utile catastale).

 

Foto credit: Alexandre Prévot 

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