Marco Trovato

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Marco Trovato, 31 anni, ingegnere, vive e lavora a cavallo tra Palermo e Caltanissetta. Ha conseguito gli studi presso l’Università degli studi di Palermo, con una parentesi di un anno a Vilnius, in Lituania per il progetto erasmus presso la Vilnius Gedimino Technical University. Oltre alla formazione accademica, ha frequentato un Corso di Tecnologo del Calcestruzzo (organizzato dalla ASCI – Associazione Sperimentatori Calcestruzzi Innovativi), diversi seminari e workshop internazionali sul tema del progetto d’architettura organizzati dall’Università di Palermo e dall’associazione studentesca E-D’ARC+, per la quale ha anche ricoperto la carica di presidente.
Nonostante la giovane età ha già vinto premi e concorsi, tra cui nel 2013 il Premio “Riqualificazione e valorizzazione del territorio comunale prospiciente il lago di Caldonazzo” del Comune di Pergine Valsugana (TN) e nel 2012 il Concorso “Riqualificazione dei bevai comunali di Cinisi” indetto dal Comune di Cinisi (PA). Ha anche ricevuto una menzione per “The Europe’s become”, concorso internazioanle di idee promosso da Atelier PAEMA e Spazio Urbano Protetto nel 2012, e per “Riqualificazione urbana e viabilistica di Piazza San Giorgio, Via San Zeno, Via Seccadinari e Via Catene”, concorso di idee promosso dal Comune di Palù (VR).

Studio LMN 1

Cosa significa vivere questa professione a Palermo? Pensi in generale che la Sicilia sia il posto giusto per il lavoro di un giovane ingegnere come te?
Quella di lavorare a Palermo e in Sicilia è una scelta che io e i miei partner abbiamo fatto seguendo il cuore. Amiamo la nostra terra e in essa vogliamo crescere anche come professionisti. Certamente non è il posto più facile dove lavorare data la condizione generale del mercato del lavoro e dell’edilizia. Tuttavia le esperienze maturate all’estero, la possibilità di sviluppare qualsiasi progetto attraverso l’uso del BIM (Building Information Modelling), le collaborazioni di docenza e ricerca con l’Università di Palermo, l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais Parigi Malaquais e la Vilnius Gedimino Technical University, nonché la nostra duplice veste di ingegneri e architetti, ci permettono di operare in tutti gli aspetti del costruire: dalla fase di ideazione e di progettazione dell’opera a quella più concreta dell’esecuzione e della direzione dei lavori.
Dal 2012 ha, insieme ai colleghi Luigi Failla e Antonino Davide Siragusa, lo studio internazionale di architettura ed ingegneria LMN, con sede a Palermo e Parigi.

LMN, il tuo studio internazionale di architettura ed ingegneria, fondato insieme a due colleghi nel 2012, ha oltre quella palermitana, una sede a Parigi. Perché Parigi? E come si coniugano le due anime del vostro studio con un piedi in un Paese e uno in un altro?
Avere sede in due diversi paesi è certamente un vantaggio per il nostro studio, permettendoci di essere presenti in un mercato che altrimenti sarebbe a noi escluso. L’opportunità di aprire una sede a Parigi si è palesata grazie a Luigi Failla, uno dei miei due partner. Luigi collabora agli insegnamenti e alla ricerca dell’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais. La sua presenza in Francia, dove tra l’altro collabora con diversi studi di architettura e con delle grandi imprese di costruzione, soprattutto in qualità di BIM Manager, ci consente di sponsorizzare il nostro studio anche all’estero.

Riqualificazione territorio Pergine Valsugana (TN). Particolare della nuova piazza e del nuovo centro culturale.
Riqualificazione territorio Pergine Valsugana (TN). Particolare della nuova piazza e del nuovo centro culturale.

Qual è il progetto della tua carriera di cui sei, al momento, più soddisfatto?
Probabilmente il progetto di riqualificazione del territorio di Pergine Valsugana prospiciente il Lago di Caldonazzo che, per questioni di bilancio comunale, non è mai andato oltre la fase del concorso di idee. Il progetto prevedeva interventi puntuali di riqualificazione del territorio atti a ricucire il tessuto urbano, sviluppati ottimizzando le risorse e le potenzialità del territorio ed il sistema della mobilità. Il tutto minimizzando la realizzazione di nuovi edifici e, di conseguenza, il consumo del suolo. E’ un peccato che non sia stato possibile per il comune reperire i fondi necessari per approfondire e realizzare il progetto.

E il sogno nel cassetto? L’aspirazione più grande?
Sicuramente quello di creare una grande opera che possa coniugare le due anime del nostro studio: l’architettura e l’ingegneria. Un edificio che possa essere una icona e possa essere una perfetta rappresentazione del nostro approccio volto allo studio dell’opera in tutte le sue fasi: dal progetto alla costruzione.

Come si coniuga nel tuo lavoro la progettazione rivolta a soddisfare le esigenze del presente con l’attenzione e la cura per la tutela delle testimonianze del passato, siano esse opere importanti o semplicemente brani di città storica, espressione di antiche architetture artigianali del costruire?
Intervenire sull’esistente è sempre una operazione complessa che richiede sensibilità e una profonda conoscenza delle tecniche costruttive del passato. Solo con un approccio rispettoso dell’importanza della memoria e delle tecniche costruttive è possibile realizzare un progetto in grado di coniugare le esigenze del vivere contemporaneo con la salvaguardia delle preesistenze. Per me ed i miei partner il rispetto della storicità dei luoghi è una questione di primaria importanza. Nel nostro progetto di riqualificazione dei bevai comunali di Cinisi, ad esempio, abbiamo sviluppato l’intervento di recupero nel pieno rispetto dell’importanza che questi bevai rivestono quali segno della memoria e testimonianza dell’architettura rurale. Per il loro recupero sono stati utilizzati i materiali dell’edilizia storica ed il progetto è stato sviluppato in assoluta sincronia con la Soprintendenza di Palermo.

Riqualificazione dei bevai comunali di Cinisi (PA). Bevaio "Santuario del Furi".
Riqualificazione dei bevai comunali di Cinisi (PA). Bevaio “Santuario del Furi”.

Quali sono i nuovi materiali che secondo te hanno più potenzialità guardando al futuro, anche in un ottica di rispetto per l’ambiente?
Sono certo che presto una nuova generazione di prodotti per l’edilizia realizzati con materiali riciclati saranno presenti sul mercato. Al momento sono in corso numerose ricerche finalizzate a dare una nuova vita a molto di ciò che, fino a qualche tempo fa, veniva considerato un rifiuto. Questo ci permetterà di ottenere edifici in grado di garantire un perfetto comfort ambientale riutilizzando elementi che altrimenti verrebbero conferiti a discarica.

Quale ti sembra l’intervento più urgente nell’attuale sistema normativo e burocratico in un’ottica di semplificazione?
Sicuramente la creazione di un sistema in grado di permettere un più semplice ingresso ai giovani professionisti che vogliono immettersi nel sistema delle opere pubbliche. Questo può ottenersi facilmente, limitando i requisiti di idoneità tecnica ed economica che troppo spesso vengono richiesti dalle stazioni appaltanti anche per lavori di minore entità e che non richiedono alcuna preparazione specialistica, permettendo quindi anche ai più giovani di partecipare e realizzare progetti di opere pubbliche ottenendo, con il tempo, i requisiti necessari per partecipare alla redazione di progetti che richiedono maggiore esperienza e specifiche competenze tecniche.

Studio LMN 2

 

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