
Modelli di pericolosità, norme, piani nazionali e incentivi: per ridurre la vulnerabilità degli edifici, serve un approccio unico, integrato e aggiornato a tutti i livelli
In Italia oltre 48 milioni di cittadini, distribuiti in circa 11 milioni di edifici residenziali e pubblici, vivono in aree a rischio sismico. Secondo i dati dell’ISI, il 70-75% del patrimonio edilizio è stato realizzato in assenza di adeguati criteri di sicurezza. Considerata anche l’elevata esposizione del nostro Paese ai terremoti, la prevenzione è uno dei temi principali per la salvaguardia del territorio nazionale.
Anche se la normativa italiana attuale prevede già degli standard elevati, l’aggiornamento dell’Eurocodice 8 per la progettazione strutturale rappresenta una svolta importante. Il testo introduce regole e parametri più stringenti, con l’intenzione di uniformare la valutazione della pericolosità sismica in Europa.
La progettazione antisismica in Europa
Il nuovo Eurocodice 8 integra il modello di pericolosità sismica ESHM20 (European Seismic Hazard Model 2020), che include le zone sismogenetiche, le faglie e i riferimenti di sismicità diffusa. Sviluppato su scala continentale, questo aggiornamento mira a superare le mappe nazionali di valutazione del rischio per offrire criteri validi per tutti gli Stati europei.
Per l’Italia si tratta di rivedere i parametri e i modelli già in vigore (MPS04 e MPS19), consentendo calcoli più accurati e coerenti con le evidenze scientifiche recenti. Tuttavia, come ha dichiarato il Professor Iunio Iervolino su Ingenio, l’applicazione di un modello di pericolosità dipende anche dal contesto territoriale. Sarà quindi necessario approfondire alcuni aspetti dell’Eurocodice 8 per valutarne l’effettiva corrispondenza con il nostro Paese.
ESHM20 pone inoltre una maggiore attenzione sugli elementi non strutturali degli edifici. Impianti, tubazioni e dispositivi possono essere danneggiati durante un terremoto, anche se la struttura portante rimane integra: pertanto occorre definire delle strategie che ne assicurino la funzionalità pure in caso di sisma, soprattutto quando si tratta di edifici strategici come ospedali, scuole e data center.
Strumenti di prevenzione in Italia
Diverse volte, nel nostro Blog, abbiamo osservato che la prevenzione dai terremoti non si limita alla progettazione e alle norme tecniche. Infatti, richiede un approccio integrato che comprenda la microzonazione sismica, la pianificazione urbanistica e la sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti.
Interventi mirati sulla riduzione della vulnerabilità degli edifici e sulla corretta destinazione d’uso dei suoli più sensibili possono ridurre significativamente i danni e i costi sociali derivanti dai terremoti.

Il Piano Nazionale per la Prevenzione Sismica
Sul fronte delle politiche pubbliche, il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha presentato il Piano Nazionale per la Prevenzione Sismica. Il programma prevede una durata di dieci anni e un investimento iniziale di 250 milioni di euro, per finanziare operazioni di:
- verifica di vulnerabilità sismica degli edifici pubblici;
- miglioramento e adeguamento antisismico;
- potenziamento delle attività di prevenzione strutturale.
L’obiettivo sarà quello di replicare di anno in anno il finanziamento iniziale del Piano, per garantire che la prevenzione strutturale rimanga una priorità anche nel caso di infrastrutture pubbliche. Inoltre, le amministrazioni locali e centrali saranno coinvolte nell’individuazione e finanziamento degli interventi prioritari.
Misure per l’edilizia privata
Pur con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, resta ancora valido il Sismabonus, prorogato fino al 2027.
L’attuale aliquota del 50% sulle prime case scenderà al 36% già nel 2026, con tetto di spesa fissato a 96 mila euro. Per le seconde abitazioni, invece, la detrazione passerà dal 36% al 30% e avrà un massimale di 48 mila euro.
L’idea di fondo è agevolare i lavori di riqualificazione energetica e miglioramento sismico, premiando gli interventi che riescono a raggiungere entrambi i risultati. Per questo motivo, strumenti come la classificazione sismica degli edifici e la Carta della Sismicità Italiana sono destinate a diventare centrali nella pianificazione delle ristrutturazioni.
I progressi della ricerca nell’ultimo secolo hanno reso oggi disponibili tecnologie e materiali che permettono di intervenire in modo efficace, sia per edifici di nuova costruzione che per il recupero del patrimonio esistente. In questo senso, prevenzione sismica significa non solo sicurezza, ma anche sostenibilità e valorizzazione del costruito.
Fonti:
- Ingenio, “Pericolosità sismica e progettazione strutturale: cosa cambia con l’Eurocodice 8 e il modello europeo ESHM20” di Iunio Iervolino;
- Infobuild, “Prevenzione sismica in edilizia: cosa serve per rendere sicura l’Italia” di Andrea Ballocchi;
- Rinnovabili, “Prevenzione sismica, in Italia 18 milioni di immobili a rischio”.






