Cronaca del corso “Dal terremoto di Messina al crollo del Ponte Morandi”

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Dal terremoto di Messina al Ponte Morandi

Quest’anno l’Assise della Consulta Regionale Ordini Ingegneri di Sicilia si è tenuta a Taormina presso l’Hotel Baia Taormina l’8 e il 9 Novembre; in concomitanza di questo importante evento l’ordine degli ingegneri di Messina, splendidamente presieduto dall’ing. Francesco Triolo, ha organizzato un corso di alta formazione professionale di due giorni sul tema dell’ingegneria strutturale.

Il titolo del corso è stato “Dal terremoto di Messina al crollo del Ponte Morandi”, i relatori di fama internazionale hanno incentrato i loro interventi sul tema della sicurezza delle strutture esistenti spaziando dal patrimonio edilizio a quello della rete infrastrutturale.

Dopo i dovuti saluti dei vari rappresentanti delle istituzioni regionali la parola è andata ai relatori, egregiamente moderati da Andrea Dari, caporedattore di Ingenio Italia.

Ad aprire il corso è stato il prof. ing. Antonino Recupero associato di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Messina.
Il suo intervento dal titolo “Il degrado e i difetti nelle strutture da ponte: analisi e metri di ripristino” ha analizzato in dettaglio le principali patologie che possono avere ponti e viadotti in CAP dovuti sia al degrado che a difetti costruttivi. Sono stati illustrati alcuni esempi concreti di collassi avvenuti nel territorio italiano ponendo particolare attenzione alle cause che li hanno provocati.

Per un problema di salute il prof. ing. Giovanni Falsone ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Messina è stato sostituito dall’ing. Nino Spinella che è intervenuto sul tema del rinforzo di strutture in muratura con sistemi post-tesi di acciaio.

Il prof. ing. Mario Di Paola, ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Palermo, ha esposto le sue valutazioni sul tema del controllo passivo delle vibrazioni strutturali ponendo l’accento sulla scelta della tecnologia di protezione più idonea in funzione della tipologia strutturale in oggetto.

Numerosi sono stati anche gli interventi degli sponsor che hanno aggiunto il punto di vista aziendale nella trattazione di temi così delicati di ingegneria sismica. I relatori degli sponsor sono stati nell’ordine l’ing. Marco Costanzo e l’ing. Giorgio Giacomin.

La prof.ssa ing. Lidia La Mendola, ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Palermo, ha presentato un intervento dal titolo “L’impiego delle travi reticolari miste nei telai sismoresistenti”. L’interesse in questo intervento si è concentrato sull’utilizzo di sistemi costruttivi semi-prefabbricati di acciaio e delle analisi sperimentali e numeriche che sono state effettuate per valutarne il comportamento.

A seguire il prof. ing. Carlo Pellegrino, ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Padova, si è occupato di vulnerabilità e gestione di ponti e viadotti nell’ambito di reti infrastrutturali, illustrando tutte le procedure che si dovrebbero adottare nel management del patrimonio infrastrutturale italiano. Inoltre è stato illustrato un personale caso studio con un ente gestore della provincia di Padova.

Dal suo intervento è emerso che i punti cardine per una corretta gestione di una rete infrastrutturale (Bridge Managment System) comprendono senz’altro:

1. La costituzione di una piattaforma di archiviazione dei dati, in cui collezionare i dati generali, le caratteristiche geometrico-strutturali e non strutturali, la documentazione a corredo del manufatto, il registro delle ispezioni manutentive;

2. Un modello di stima dei costi di manutenzione, tramite gli esiti di visite ispettive che valutino lo stato di efficienza del manufatto;

3. Un modello di previsione del deterioramento, basato sui dati statistici di popolazioni omogenee per tipologia strutturale, utile a prevedere e pianificare gli orizzonti temporali delle future ispezioni;

4. Un modello ottimale di allocazione delle risorse economiche che predica dove, quando e quanto impiegare le risorse economiche a disposizione del gestore.

Questi asserti sono alla base di una adeguata linea di comportamento da parte dell’ente gestore con cui mantenere un adeguato livello di sicurezza per gli utenti. Rilanciando ancora una volta il ruolo dell’ingegneria strutturale come strumento fondamentale per la incolumità pubblica.

Gli ingg. Giovanni Cardinale e Massimo Mariani, rispettivamente Vice Presidente e Componente CNI, si sono soffermati nei loro interventi sulle strutture di cap e su quelle di muratura.

Il prof. ing. Edoardo Cosenza, ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Napoli Federico II, nonché componente del Consiglio Superiore dei LLPP, ha presentato un interessante intervento dal titolo “Strutture in c.a.: le nuove progettazioni e il rinforzo delle costruzioni esistenti”. La sua presentazione ha magistralmente illustrato il processo tecnico-normativo che ha portato alla definizione del Sisma-Bonus spaziando da considerazioni ingegneristiche a valutazioni pratiche date dall’esperienza dei passati terremoti.

Ha chiuso il ciclo di interventi il prof. ing. Giuseppe Ricciardi, ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Messina, che si è occupato di sistemi di protezione passiva con particolare focus sui sistemi di isolamento sismico e sulle questioni ancora aperte che riguardano la progettazione degli stessi e delle assunzioni semplificative non sempre a favore di sicurezza su cui si basano.

Successivamente, all’assise della Consulta Regionale Ordini Ingegneri di Sicilia, sono intervenuti tutti i rappresentanti delle facoltà di ingegneria afferenti agli atenei siciliani moderati dal Consigliere Nazionale degli ingegneri Gaetano Fede.

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