Edilizia: partito il confronto del Mise con i sindacati per il rilancio del settore

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patuanelli mise

Il Ministero dello sviluppo economico ha avviato il confronto con i sindacati Cgil, Cisl e Uil per il rilancio del settore edile. Come proposto dai sindacati, il Ministero si farà promotore di specifici tavoli tecnici tematici in cui saranno coinvolti altri Ministeri e istituzioni. L’obiettivo è creare sinergie per affrontare temi trasversali, come ad esempio la rigenerazione urbana e la corretta implementazione del Codice Appalti.

I partecipanti potranno inviare i propri contributi entro metà gennaio e in base alle proposte pervenute verrà organizzato un calendario di tavoli tecnici.

In occasione del primo incontro i sindacati hanno evidenziato “la drammatica situazione del settore” con 800mila posti di lavoro persi e 120mila imprese chiuse e sottolineato la necessità che il governo avvii una “politica industriale nuova per l’edilizia, con una visione di sistema, che non disperda un patrimonio produttivo ed occupazionale ancora importante e accompagni la trasformazione del mercato, l’innovazione di processo e di prodotto, una sua maggiore sostenibilità ambientale, in coerenza con gli stessi obiettivi ONU e dell’UE per un nuovo modello di sviluppo”.

I sindacati hanno consegnato alcune proposte di lavoro. Tra le urgenze la crisi di alcuni grandi imprese e dei relativi indotti (da Astaldi a Cmc, da GLF a Tecnis, ecc.) che, interessando decine di opere grandi e medie, “ha di fatto bloccato o rallentato il programma pluriennale Connettere l’Italia e la realizzazione di grandi opere necessarie al Paese”.

Tra le richieste anche quella di “generalizzare la politica di intervento delle banche (conversione dei crediti in partecipazione) e soprattutto di Cassa Depositi e Prestiti, allargando il perimetro di Progetto Italia”.

I sindacati hanno inoltre chiesto specifiche azioni per la transizione tecnologica ed ambientale, il rispetto del Ccnl, la qualificazione delle stazioni appaltanti e il contrasto al fenomeno dello “sciopero della firma”, incentivi per la rottamazione ed il recupero dei capannoni industriali abbandonati, sostegno dei Comuni che intendono investire risorse nella messa in sicurezza del territorio, attraverso finanziamenti a tassi agevolati e procedure più semplici e celeri.

“C’è bisogno di avviare un confronto con tutti gli attori coinvolti – ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, dalla sua pagina Facebook –  così da individuare nuove misure e verificare gli strumenti esistenti, attraverso il coinvolgimento sinergico sia del Ministero delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico”.

“Per supportare le imprese edili nell’ambito delle trasformazioni tecnologiche in atto nel sistema produttivo e infrastrutturale, sempre più toccato dai processi di riconversione ecosostenibile e riqualificazione ambientale sono già state confermate nella legge di bilancio in corso di approvazione in Parlamento le misure relative al Piano Casa, con la proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione degli edifici, e la proroga degli incentivi del Piano Impresa 4.0, ulteriormente potenziato e semplificato al fine di ampliare la platea dei beneficiari. È stata inoltre resa strutturale la cosiddetta ‘Norma Fraccaro’, che sostiene investimenti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile dei comuni”.

 

Foto credit: mise.gov.it

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