Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica: il punto sull’Italia

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Un edificio crollato per la mancanza di un adeguato piano di prevenzione sismica
Credit foto: San Marino Rtv

Conoscere il grado di rischio sismico della propria abitazione è fondamentale per proteggere se stessi e la propria famiglia.

La quarta Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, fissata per il 14 dicembre 2021, sarà l’occasione per capire quanto sia a rischio il nostro patrimonio immobiliare e pianificare gli interventi di messa in sicurezza.

Il convegno, organizzato da Fondazione Inarcassa, CNI e CNAPPC, ha come principale obiettivo quello di promuovere una maggiore attenzione sul tema sia da parte della popolazione che della politica.

Cultura e informazione sono le migliori alleate della prevenzione, soprattutto in un Paese come l’Italia dove i fenomeni sismici si ripetono con sfortunata continuità. Messina, l’Irpinia, l’Abruzzo, il Centro Italia e la provincia di Catania, infatti, sono solo alcuni tasselli di una storia nazionale costellata di distruzioni.

Legnini: “Necessaria proroga al Superbonus.”

Dagli anni ’50 l’Italia ha costruito le proprie città attraverso speciali programmi di ripristino, che hanno spesso trascurato la qualità. Tuttavia, l’imprevedibilità dei terremoti rende necessario comprendere che la prevenzione sismica non è un evento straordinario.

Il consolidamento antisismico, infatti, è sempre stato legato a finanziamenti eccezionali, previsti in occasione delle emergenze, ma in realtà andrebbe trattato come un intervento sistemico e continuativo.

Attualmente, sono 12 milioni gli edifici a rischio sismico in Italia e purtroppo le operazioni per la messa in sicurezza vanno a rilento.

Diverse sono state le voci che hanno sottolineato l’urgenza di avviare interventi migliorativi. A queste si è aggiunta anche quella di Giovanni Legnini, Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016.

Secondo Legnini la ricostruzione dei crateri post-sisma sarà più veloce, più sicura e più sostenibile energeticamente grazie ad una proroga di quattro anni del Superbonus 110%, esteso anche alle case unifamiliari e bifamiliari.

L’attuale proroga, infatti, differenzia in base all’ISEE o alla data di presentazione della CILA e rischia di escludere diverse migliaia di cittadini. Secondo Legnini molti “si troveranno un accollo di costi aggiuntivi per ricostruire la casa, in media, del 20-30% del costo totale”, mentre unità strutturali e aggregati per le loro peculiarità, potrebbero richiedere ulteriori spese.

“L’accesso al bonus con limiti di reddito andrebbe a compromettere o a rallentare fortemente un processo ben avviato, creando disparità prima non previste dalla norma” sottolinea ancora il Commissario Straordinario.

L’eventuale proroga andrebbe così estesa a tutte le tipologie edilizie colpite dai terremoti, con l’ulteriore merito di spingere le imprese a lavorare nel cratere 2016, a fronte della carenza determinata proprio dall’esplosione del bonus edilizio nelle città e sulla costa.

Il PNRR per le aree del sisma

Procedure e risorse sono fondamentali per avviare le operazioni di prevenzione sismica, per le quali il Governo ha stanziato altri 6 miliardi di euro nella Legge di Bilancio.

Nel frattempo sono già partiti i primi quattro progetti del PNRR previsti dal piano “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, integrato nel Pacchetto Sisma.

Il piano, specifico per le aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016, servirà a recuperare borghi, strade e ferrovie grazie al Fondo complementare nazionale pari a 1 miliardo e 780 milioni.

Il primo progetto riguarda la rigenerazione urbana di borghi, paesi e città nei due crateri, che nella fase iniziale potranno disporre di 200 milioni di euro complessivi.

Il secondo intervento, invece, è dedicato alle infrastrutture stradali di rilievo nazionale e gli interventi riguarderanno in particolar modo le strade statali Salaria, Picente, Piceno Aprutina e Pedemontana Teramo-Ascoli.

Altri 60 milioni di euro sono poi destinati al recupero e alla rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei realizzati a L’Aquila dopo il 2009, secondo il Progetto Case.

L’ultimo progetto, infatti, usufruirà di 33,5 milioni di euro per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Macerata, Ascoli Piceno, Fabriano, Tolentino, Tolentino Campus, Spoleto, Baiano, Teramo, L’Aquila, Antrodoco e Rieti.

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