Rigenerazione urbana: i vantaggi economici, sociali e ambientali

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Veduta aerea degli edifici di Bologna durante il giorno
Foto di Yilei (Jerry) Bao su Unsplash

La rigenerazione è un processo che crea valore economico, lavoro qualificato e un impatto significativo sulle comunità

Nel settore delle costruzioni, la crescita non passa più soltanto dalla realizzazione di nuove volumetrie, ma dalla capacità di recuperare ciò che già esiste, valorizzarlo e renderlo più efficiente. In questo scenario, la rigenerazione urbana rappresenta una direttrice strategica per rilanciare l’edilizia e migliorare la qualità della vita nelle città.

L’Italia ha infatti un potenziale di 320 milioni di metri quadrati di superficie lorda da rigenerare nei prossimi 25 anni. Recuperare aree dismesse, riorganizzare spazi degradati, migliorare la sicurezza e le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio sono le linee di intervento possibili. 

Secondo il Rapporto Community Valore presentato da TEHA Group, la rigenerazione urbana si configura come una leva da 1.594 miliardi di euro attivabili sul PIL nazionale entro il 2050. Nel dettaglio, l’impatto economico sarebbe così diviso:

  • 598 miliardi in modo diretto;
  • 830 miliardi in maniera indiretta;
  • 166 miliardi di indotto. 

I dati nel report dimostrano che le operazioni di rigenerazione produrrebbero un moltiplicatore economico pari a 2,67. Tradotto, significa che per ogni euro di valore diretto generato, se ne attiverebbero ulteriori 1,67 nell’economia nazionale.

Indice

I benefici economici attesi

Uno dei vantaggi più evidenti della rigenerazione riguarda il riuso dell’esistente. Intervenire su strutture già presenti aiuta a ridurre costi di costruzione e tempi di cantiere, limitando la produzione di rifiuti e il consumo di materie prime. 

Il riuso adattativo permette di sfruttare fondazioni, strutture portanti e infrastrutture preesistenti, rendendo l’investimento più sostenibile e competitivo. Spesso, poi, al recupero si affiancano interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico che fanno crescere il valore e l’attrattività dell’immobile.

I progetti di rigenerazione sono tra i più intensivi in termini di manodopera qualificata. Per questo, richiedono competenze verticali che spaziano dalla bonifica alla riqualificazione strutturale, dalla progettazione integrata agli interventi impiantistici avanzati.

Ciò genera un impatto diretto sull’economia locale: maggiore è il lavoro, maggiori sono l’indotto e le opportunità per professionisti e imprese del territorio. Il Rapporto TEHA Group dichiara che la rigenerazione urbana, se trattata come una vera e propria industria, può generare 14 milioni di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno.

Efficienza energetica: risparmi e prestazioni nel lungo periodo

Attualmente, il settore edilizio in Italia è responsabile del 10,3% delle emissioni nazionali, a fronte di una media UE di −2,7%

Come accennato sopra, riqualificare è un’operazione che implica di aggiornare le prestazioni energetiche degli edifici. Isolamenti, nuovi infissi e sistemi impiantistici evoluti abbassano i costi di gestione per residenti e aziende. Questo vantaggio consolida l’attrattività degli immobili e contribuisce alla transizione energetica delle città.

Gli effetti stimati parlano di una riduzione di 7,7 milioni di tonnellate di CO₂, di 34,7 miliardi di kWh di consumi energetici in meno all’anno e di 121 litri/giorno di minore consumo idrico pro capite.

Una strada della città con i vestiti stesi ad asciugare
Foto di Madalina Z su Unsplash

Gli impatti indiretti, tra valore urbano e costi sociali

Oltre al singolo edificio, gli interventi di qualità riattivano aree degradate, migliorano i servizi, attirano nuove attività e innalzano il valore complessivo del quartiere. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita urbana, dato che oggi il 14,7% degli italiani vive in quartieri che necessitano di rigenerazione.

Attraverso queste operazioni, i costi sociali del degrado vengono abbattuti: meno marginalità, più sicurezza, spazi pubblici più fruibili e maggiore coesione comunitaria.

Per gli enti locali questo si traduce anche in un incremento della fiscalità legata agli immobili riqualificati. Inoltre, progetti ben pianificati facilitano l’ingresso di investimenti privati, soprattutto quando inseriti in cornici di partenariato pubblico-privato, ormai centrali per operazioni di scala rilevante.

Un approccio in linea con gli obiettivi di sostenibilità

La rigenerazione urbana si inserisce in un quadro più ampio che include un minor sfruttamento di suolo, la resilienza climatica e l’uso responsabile delle risorse a nostra disposizione. 

Guardare alla rigenerazione come a una scelta strategica, e non occasionale, significa orientare il settore verso una crescita solida e duratura. Non si tratta solo di un modo diverso di costruire, ma di una diversa maniera di progettare il futuro.

Per l’edilizia e le città sarà una sfida complessa, ma necessaria per la sostenibilità economica e sociale del nostro Paese. Per questo motivo è fondamentale semplificare gli iter normativi e amministrativi, favorire una base condivisa di saperi e sviluppare nuove figure professionali qualificate.

Fonti:

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