Roberto Forte

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Roberto Forte, 41 anni, vive e lavora a Catania. Si è però formato a Roma, presso l’Università La Sapienza.
Non ha frequentato master o altri corsi di specializzazione, ma lavorato lavorato lavorato, in Italia e all’estero.

Che cosa significa vivere questa professione a Catania? In generale pensi che la Sicilia sia il posto giusto per il lavoro di un giovane architetto come te?
Decisamente no e soprattutto in un momento come questo. Io vivo e lavoro qui da oltre dieci anni dopo importanti esperienze estere, ma mi rendo conto che questa terra ha bisogno di una operazione di “culturizzazione” importante. Pochi sono gli imprenditori illuminati che pensano al risultato prima che al risparmio ed ancor meno sono i privati che si rivolgono all’architetto consapevoli del ruolo e del vantaggio che questo può apportare al processo edilizio.

 

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Qual è il progetto della tua carriera di cui sei, al momento, più soddisfatto?
Lo studio ha realizzato tanto negli anni di presenza qui. Difficile dirlo… forse impossibile. Non mi lego a nessun lavoro in particolare, dopo la consegna o l’inaugurazione me ne stacco definitivamente.

In cosa è differente lo sguardo di un giovane architetto da quello dei suoi maestri?
In nulla. Forse solo nell’esperienza!

Hai un modello a cui fai riferimento? Ci indichi un architetto non più in vita e uno ancora in vita che ti piacciono particolarmente e perché?
Saarinen e Libeskind (quantomeno perchè ci ho trascorso alcuni anni insieme).

Quanto è importante l’attenzione per la cura dell’ambiente nel tuo lavoro di progettazione?
Quale ambiente: interno, esterno? In ogni caso è fondamentale cosi come la cura dello spazio.

E come si sposa l’attenzione per l’ambiente con l’innovazione nei tuoi progetti?
Attraverso l’uso consapevole della tecnologia e della tradizione.

Quali sono i materiali “tradizionali” che secondo te hanno più potenzialità guardando al futuro dell’architettura, mi riferisco all’ambito del benessere abitativo e della salubrità degli ambienti in genere?
Tutti.

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In fase di creazione/progettazione per te c’è una dicotomia tra estetica e funzionalità, o le cose camminano di pari passo?
Assolutamente nessuna.

Quanto credi sia utile la collaborazione tra progettista e aziende produttrici nell’ambito dell’ottimizzazione dei materiali adatti a realizzare nuove costruzioni o ristrutturazioni di immobili a latitudini “critiche” come quelle siciliane?
Fondamentale.

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